Rottamazione abusiva su 1600 autoveicoli: inchiesta della Polstrada

Rottamazione abusiva su 1600 autoveicoli: inchiesta della Polstrada
Nei guai un imprenditore che ha operato tra Marrubiu e Uras finito nel mirino della Procura antimafia

Dal 2014 e sino a gennaio dello scorso anno ha rottamato ben 1600 veicoli, ma quell’attività svolta in un complesso alle porte di Marrubiu era “abusiva”, tanto da finire in un’inchiesta della procura distrettuale antimafia di Cagliari, che ha portato a un provvedimento cautelare interdittivo nei confronti di Davide Soru, originario di Uras, al quale si impedirà di svolgere per un anno l’attività imprenditoriale nel settore dell’autodemolizione, anche indirettamente.

La delicata indagine è stata svolta dalla Polizia stradale di Oristano, comandata dal dirigente Roberto Piredda, che a gennaio scorso ha compiuto un controllo a Uras, nell’azienda familiare di Soru, scoprendo come la stessa attività considerata illecita, in precedenza svolta a Marrubiu, dove l’impianto nel frattempo era stato messo sotto sequestro, fosse stata trasferita proprio a Uras.

All’imprenditore si contestano gravi reati ambientali. In particolare il  traffico illecito di rifiuti.

Secondo gli inquirenti la svolgimento dell’attività in maniera giudicata totalmente abusiva ha concorso, infatti, alla produzione di migliaia di tonnellate di rifiuti, alcuni dei quali – come olii esausti, batterie e filtri – altamente pericolosi e nocivi per la salute.

All’interno dei fabbricati in uso alla sua attività sono stati trovati veicoli, motori, pneumatici, filtri e rifiuti di ogni tipo. Un centinaio di veicoli sono stati rinvenuti nei fabbricati a Marrubiu e numerosi altri a Uras. Entrambe le aree adibite alla rottamazione erano prive delle specifiche tecniche che la normativa in materia di rifiuti prevede.

Roberto Piredda

Per la rottamazione dei veicoli, Soru produceva un falso certificato di rottamazione, al quale apponeva il timbro di un rottamatore autorizzato che opera nella provincia di Cagliari.

Il certificato, reso valido dal timbro dell’operatore autorizzato, ha permesso la cancellazione dei veicoli dai registri pubblici.

“Quanti avessero eventualmente dato incarico di demolizione di un veicolo all’indagato”, si legge in una nota diffusa dalla Polstrada di Oristano, “potrebbero ignorare invece che non si trattava di soggetto legalmente autorizzato”.

L’indagine. L’indagine molto delicata è partita all’inizio del 2019 con un sopralluogo effettuato dagli agenti della Polstrada di Oristano a Marrubiu su un’area con diversi fabbricati che ospitavano veicoli di ogni tipo destinati alla rottamazione. L’accertamento da parte delle forze dell’ordine ha consentito di scoprire un’attività totalmente abusiva di rottamazione di veicoli e la produzione di varie categorie di rifiuti, alcuni molto pericolosi, non smaltiti secondo le norme. L’area è stata sottoposta a sequestro preventivo, per scongiurare che l’attività illecita proseguisse.

Cercando di ricostruire il corso dei rifiuti, gli agenti della Polstrada di Oristano, su delega del pubblico ministero Guido Pani, lo scorso mese di gennaio, hanno spostato le indagini nell’azienda familiare di Soru, nel territorio di Uras, per verificare le attività svolte dall’indagato all’interno del sito.

Gli agenti hanno appurato lo spostamento della base logistica delle attività illecite di gestione dei rifiuti da Marrubiu – sito già sottoposto a sequestro – a Uras. Anche qui sono stati rinvenuti numerosi veicoli destinati alla rottamazione, ma anche pneumatici, olii esausti, batterie e filtri, tra gli altri. Una moltitudine variegata di rifiuti molto pericolosi.

Soru, sostengono gli inquirenti, ha proseguito a svolgere la attività in totale spregio delle regole e nonostante fosse in corso una attività di indagine nei suoi confronti.

Giovedì, 21 maggio 2020

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