Ospedale di Bosa a rischio stop: sindaci della Planargia pronti a dimettersi

Emergenza ospedale di Bosa: i sindaci della Planargia pronti a scendere in piazza
“Incontro con presidente e assessore o restituiremo la fascia tricolore al Prefetto”

L’ospedale di Bosa

Un incontro urgente al presidente della Regione Solinas e all’Assessore Nieddu, per affrontare la grave situazione di sottodimesionamento dell’ospedale di Bosa. È quanto chiedono i sindaci della della Planargia, in un documento fatto proprio dal Consiglio comunale di Bosa.

I sindaci del territorio si dicono pronti ad azioni eclatanti: a scendere in piazza e a restituire le fasce tricolori al Prefetto.

“La situazione è agli estremi e il prossimo passo sarà la chiusura, se non si interverrà con urgenza”, commenta il sindaco di Bosa, Pier Franco Casula, ricordando le carenze di organico del nosocomio cittadino. “L’organico dei medici è ridotta ai minimi termini e di questo passo chiuderà il pronto soccorso, il reparto di chirurgia non potrà più operare e quello di medicina sarà costretto a trasferire i pazienti in un altro presidio ospedaliero”.

“Manca la figura del responsabile del pronto soccorso”, continua Casula, “dove mancano anche due medici, mancano due anestesisti e due internisti per coprire i turni dei vari reparti, manca un medico per il laboratorio”.

Pier Franco Casula

“Si portino a Bosa i medici necessari a garantire la continuità dei servizi e il mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza”, chiede il Consiglio comunale di Bosa, attraverso un documento. “In questo modo di evitano drammatiche chiusure, ormai imminenti, tra turnazione delle ferie e personale in malattia”.

“Chiamare emergenza questa situazione è un eufemismo”, si chiude il documento dell’assemblea cittadina. “Sul diritto alla salute non si scherza e non intendiamo più attendere”.

Sabato, 1° agosto 2020

2 Commenti a Ospedale di Bosa a rischio stop: sindaci della Planargia pronti a dimettersi

  1. massimo marinelli

    Il disegno è purtroppo quello di smantellare la sanità pubblica a vantaggio di quella privata, questo vale per Bosa e per tutti i piccoli presidi ospedalieri, chi ha i soldi può pagare, gli altri solo morire. Per i politici le zone disagiate esistono solo a parole e le conseguenza di questa scellerata politica ricadono solo su chi ci vive. Non si possono gestire gli ospedali pretendendo l’attivo di bilancio e i conti in ordine, la sanità ha i suoi costi e deve averli come è giusto che sia. Sono altri i settori pubblici per i quali le spese vanno ridotte, non si può risparmiare sulla pelle della gente

  2. “I sindaci del territorio si dicono pronti ad azioni eclatanti: a scendere in piazza e a restituire le fasce tricolori al Prefetto.”
    Dimettetevi subito se avete le palle, le minacce a vuoto sono inconcludenti e non spaventano nessuno.

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