Cabras
Sabato prossimo la liberazione in mare, dotata di un dispositivo di localizzazione. Per l’occasione, il CReS aprirà le sue porte al pubblico
Un ritorno in mare, che diventa un momento di sensibilizzazione e divulgazione scientifica. La tartaruga Caretta caretta Boomerang tornerà in liberta sabato 3 ottobre nel litorale di San Giovanni di Sinis, dopo aver trascorso gli ultimi mesi in cura al Centro di Recupero del CReS.
Alle 11.30, davanti agli studenti delle scuole dell’istituto comprensivo di Cabras e dei loro docenti, che saranno presenti all’evento su proposta dell’Assessorato comunale all’Ambiente, e davanti ai cittadini e visitatori che vorranno assistere all’emozionante momento, Boomerang sarà restituita alle acque del Sinis dai biologi marini che ne hanno seguito il percorso di recupero.
Il nome scelto per la tartaruga racconta già una parte della sua storia. Boomerang, infatti, sembra avere un rapporto particolare con il Sinis: più volte è stata avvistata e recuperata nell’area, tornando periodicamente nelle acque della Penisola. Proprio per conoscere meglio i suoi spostamenti e comprendere il comportamento dell’esemplare, i ricercatori hanno deciso di dotarla di un dispositivo satellitare finanziato dal CNR, che permetterà di seguirne il viaggio una volta tornata in mare.
La giornata prenderà il via già alle 10, quando il Centro di Recupero aprirà le proprie porte al pubblico. Le visite saranno curate dai giovani di Sea Scout insieme ai ricercatori del CNR, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere più da vicino il lavoro quotidiano svolto per il recupero e la tutela della fauna marina.
La liberazione di Boomerang rappresenta il risultato di un lavoro di rete che coinvolge istituzioni, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, Guardia Costiera, Aree Marine Protette, Centri di Recupero, ricercatori e cittadini. Una rete nella quale anche la collaborazione di chi frequenta il mare assume un ruolo fondamentale. Segnalare tempestivamente la presenza di un animale in difficoltà può fare la differenza, consentendo agli operatori di intervenire e avviare rapidamente le procedure di recupero e cura.
Il recupero delle tartarughe marine è anche una preziosa occasione per raccogliere informazioni scientifiche sullo stato di salute del mare. Vengono infatti svolte attività di monitoraggio e ricerca, attraverso l’osservazione del comportamento degli esemplari, l’analisi dei materiali ingeriti e, in particolare, del marine litter, oltre allo studio degli spostamenti in mare attraverso la tecnologia satellitare.

Mercoledì, 30 settembre 2026
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