"In Planargia sì alla tutela del grifone, ma non si fermi la caccia al cinghiale con l'ampliamento della Zps" - LinkOristano
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“In Planargia sì alla tutela del grifone, ma non si fermi la caccia al cinghiale con l’ampliamento della Zps”

Il consigliere regionale Emanuele Cera ha presentato un'interrogazione insieme al gruppo di Fratelli d'Italia

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Il consigliere regionale Emanuele Cera ha presentato un’interrogazione insieme al gruppo di Fratelli d’Italia

L’ampliamento della zona di protezione speciale “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta” da 8.222 a circa 47.233 ettari, con l’estensione della tutela anche alla componente marina, pone una serie di quesiti che, secondo il consigliere regionale Emanuele Cera e il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, devono essere affrontati e chiariti prima di qualsiasi decisione definitiva. La proposta della Regione interessa Bosa, Suni, Montresta, Villanova Monteleone, Monteleone Rocca Doria, Padria e Mara e si inserisce nel più ampio progetto regionale che prevede oltre 72.000 ettari di nuova superficie terrestre interessata dalle tre proposte di ampliamento o istituzione di Zps. Su questo tema Cera e gli altri consiglieri di FdI hanno presentato un’interrogazione urgente, con richiesta di risposta scritta, rivolta alla presidente della Regione Alessandra Todde e agli assessori della Difesa dell’ambiente e dell’Agricoltura, Rosanna Laconi e Francesco Agus.

“La tutela del grifone e della biodiversità è un obiettivo che nessuno mette in discussione”, afferma Cera, “ma proprio perché parliamo di un territorio vissuto, lavorato e presidiato quotidianamente da migliaia di persone, non possiamo limitarci a tracciare nuove linee sulla cartografia senza spiegare con precisione cosa cambierà per chi quelle terre le vive, le coltiva e vi alleva il proprio bestiame”.

La Regione stessa precisa che la Rete Natura 2000 deve conciliare la conservazione degli habitat con le attività umane, tra cui agricoltura, turismo e silvicoltura. “Il punto non è scegliere tra grifoni e allevatori”, prosegue Cera, “ma evitare che la tutela ambientale venga costruita senza una contestuale politica di sostegno alle comunità rurali. Se aumentano superficie tutelata, prescrizioni e procedure, devono essere altrettanto chiari risorse, compensazioni, regole e strumenti di accompagnamento per le imprese”.

Particolare attenzione viene posta dal gruppo di Fratelli d’Italia sui territori della Planargia, del Villanova e del Meilogu, dove l’agricoltura e la zootecnia rappresentano elementi essenziali del tessuto economico e sociale.

“C’è poi una questione che non può essere elusa”, va avanti Cera, “la gestione della fauna selvatica. Ampliare le superfici sottoposte a tutela senza chiarire contestualmente come verranno gestite le popolazioni di cinghiale significherebbe affrontare soltanto una metà del problema. La Regione stessa ha riconosciuto la crescente incidenza dei sinistri stradali provocati dalla fauna selvatica e il particolare peso del cinghiale. Dobbiamo essere molto chiari: la tutela del grifone non può significare lasciare senza strumenti chi deve affrontare la proliferazione incontrollata di altre specie. Il cinghiale, in particolare, può provocare danni rilevanti alle coltivazioni, compromettere produzioni agricole, creare problemi agli allevamenti e rappresentare un concreto fattore di rischio per la sicurezza di chi percorre le strade”.

Emanuele Cera
Il consigliere regionale Emanuele Cera

“Per questo”, scrive ancora il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, “l’attività venatoria non può essere considerata un elemento estraneo alla gestione del territorio. Nel rispetto delle norme europee, nazionali e regionali e delle esigenze di conservazione delle specie protette, deve essere riconosciuto un ruolo al cacciatore che con l’attività venatoria rende un fondamentale servizio alla comunità per la gestione faunistica ed il mantenimento dell’equilibrio delle popolazioni selvatiche, soprattutto laddove siano presenti specie particolarmente invasive e capaci di produrre danni alle attività agricole e rischi per la sicurezza pubblica. Il punto è molto semplice: se aumentano le superfici sottoposte a tutela, non possono contemporaneamente diminuire gli strumenti attraverso i quali si governa la fauna selvatica. Sarebbe una contraddizione che rischierebbe di scaricare le conseguenze direttamente sugli agricoltori, sugli allevatori, sui proprietari dei fondi e sugli automobilisti”.

“Se l’ampliamento della Zps dovesse comportare, in determinate aree e secondo le future misure di conservazione, restrizioni all’esercizio dell’attività venatoria o agli interventi di gestione della fauna”, evidenzia l’esponente della minoranza in Consiglio regionale, “la Regione deve spiegare quali strumenti alternativi intenda mettere concretamente in campo per evitare che il cinghiale e le altre specie problematiche possano proliferare senza un adeguato controllo. Non possiamo chiedere agli agricoltori di sopportare i danni, agli allevatori di sopportare le conseguenze e ai cittadini di assumersi il rischio degli attraversamenti stradali, mentre contemporaneamente restringiamo gli strumenti di gestione. La tutela ambientale deve produrre equilibrio, non nuovi ed ingiusti squilibri”.

“Su questo”, dichiara Emanuele Cera, “vogliamo essere altrettanto chiari: Fratelli d’Italia è al fianco dei sindaci, delle amministrazioni comunali e delle comunità locali della Planargia, del Villanova e del Meilogu. Non per alimentare una contrapposizione tra ambiente e attività economiche, ma per fare fronte comune nella ricerca di un equilibrio serio, concreto e sostenibile tra tutela della biodiversità, agricoltura, allevamento, attività venatoria, sicurezza stradale e sviluppo dei territori. Riconosciamo il valore sociale, culturale e territoriale dell’attività venatoria, così come riconosciamo il ruolo degli agricoltori e degli allevatori quali presidi fondamentali del territorio. Per questo riteniamo che chi vive e amministra queste comunità debba essere ascoltato prima che vengano assunte decisioni destinate a incidere profondamente sull’assetto di questi territori. Non siamo contro la tutela del grifone. Siamo contro l’idea che per proteggere una specie si debba smettere di governare il resto dell’ecosistema. Il territorio non è una cartina sulla quale semplicemente tracciare nuovi perimetri: è un sistema complesso nel quale convivono fauna, agricoltura, allevamento, attività venatoria, imprese, infrastrutture e comunità”.

“Un territorio tutelato deve essere anche un territorio gestito. E un territorio gestito”, ribadisce il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, “è un territorio nel quale chi lo vive deve avere voce. È questo l’equilibrio che chiediamo alla Regione. La stessa Regione ha recentemente prorogato al 30 settembre il termine per la presentazione delle osservazioni, prevedendo successivamente incontri sul territorio con le amministrazioni comunali e le comunità locali prima dell’eventuale deliberazione della Giunta. È proprio questa la fase nella quale bisogna discutere seriamente. Chiediamo che nessuna decisione venga assunta senza avere prima messo nero su bianco le conseguenze della nuova perimetrazione, Comune per Comune e azienda per azienda, senza aver ascoltato realmente chi vive e lavora in quei territori e senza aver chiarito quale sarà il futuro della gestione della fauna selvatica”.

Giovedì, 17 settembre 2026

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