Comuni montani declassati: la battaglia arriverà sino a Roma. "Troppe penalizzazioni" - LinkOristano
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Comuni montani declassati: la battaglia arriverà sino a Roma. “Troppe penalizzazioni”

Assemblea dei sindaci a Cagliari. Tatti: "La Marmilla rischia di trovarsi in grave difficoltà"

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Foto di Daniela Falconi

Cagliari

Assemblea dei sindaci a Cagliari. Tatti: “La Marmilla rischia di trovarsi in grave difficoltà”

Approderà anche a Roma la battaglia dei Comuni montani esclusi dalla nuova classificazione disposta a livello nazionale e che penalizza fortemente anche alcuni territori della provincia di Oristano.  Stamane a Cagliari oltre venti amministratori dei 102  Comuni interessati in Sardegna, si sono ritrovati nella sala consiliare del municipio per un incontro convocato dalla presidente regionale dell’Anci Daniela Falconi con i parlamentari sardi. Presenti Francesco Mura, Francesca Ghirra, Marco Meloni e Salvatore Deidda che hanno accolto l’invito. Presente anche la Regione Sardegna, con l’Assessore agli Enti locali Francesco Spanedda.

“Abbiamo ribadito che questa  nuova classificazione rischia di danneggiare pesantemente proprio quelle aree  alle quali il governo stesso ha riconosciuto un deficit di sviluppo”, spiega Gianni Tatti sindaco di Ruinas, che sta seguendo in prima persona la vertenza e ha sottolineato il grave scenario annunciato, ad esempio,  per la Marmilla.

“Voglio ricordare”, prosegue Tatti, ” che in questo modo nei comuni che non avranno più  il riconoscimento si perderanno gli sgravi per gli agricoltori; non ci saranno le deroghe per la composizione delle classi e la tenuta dei plessi; mancherannoi  le agevolazioni riservate ai medici che intendono operare in queste aree e che dunque non saranno più interessati a prestarci servizio. Per non parlare  di altre problematiche come l’Imu agricola o gli oneri  legati ai rogiti agricoli”.

“Non si tratta di un’inevitabile fatalità tecnica, ma di una precisa scelta politica”, attacca il sindaco di Ales Francesco Mereu. “Chi ha approvato il decreto conosceva la fragilità economica e demografica di queste comunità e non può nascondersi dietro tabelle e altitudini. Per questo si chiede una correzione immediata del provvedimento o una deroga per i comuni che svolgono funzioni montane essenziali, oltre alla massima trasparenza da parte del Ministro Calderoli sugli studi d’impatto svolti”, conclude Mereu. “La realtà di un territorio non si misura con parametri di pendenza. Senza servizi di base, tra pochi anni resterà solo un deserto demografico. Un territorio che perde la scuola non si spopola: si spegne”.

“Non chiediamo privilegi”, afferma la  presidente di Anci Sardegna Daniela Falconi. “Chiediamo che si riconosca una realtà: in Sardegna lo svantaggio non si misura soltanto con l’altitudine e la pendenza, ma anche con la distanza dai servizi, l’insularità, lo spopolamento e la difficoltà quotidiana di garantire gli stessi diritti”.

La riunione si è conclusa con l’individuazione di  tre azioni concrete:  la richiesta di un incontro alla Commissione parlamentare sull’insularità; il rinnovo della richiesta di confronto con il Ministro Calderoli; la predisposizione, insieme a UNCEM Sardegna, di una proposta da sottoporre ai Capigruppo del Consiglio regionale per costruire una norma regionale bipartisan che tuteli anche i Comuni esclusi dalla classificazione nazionale, compresi gli aspetti economici.

Lunedì, 14 settembre 2026

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