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Oristano guarda ancora alla filiera del cavallo: ecco cosa dicono gli esperti

Stamane interessante confronto in occasione di Sardegnacavalli

Sardegna cavalli 2026: a Oristano esperti a confronto

Oristano

Stamane interessante confronto in occasione di Sardegnacavalli

Luci ed ombre dalla filiera del cavallo, che in provincia di Oristano rappresenta un settore importante e radicato: si pensi che viene richiamato  addirittura nella Carta de logu di Eleonora d’Arborea; e si pensi ad alcune delle più importanti manifestazioni equestri nazionali, come la Sartiglia di Oristano, l’Ardia di Sedilo e  Sa Carrela ‘e nanti di Santu Lussurgiu e agli apprezzati allevamenti dai quali spesso escono i cavalli che partecipano anche al Palio di Siena.

Luci ed ombre emersi nel dibattito a più voci  svolto stamane nell’ambito dell’edizione 2026 di sardegnacavalli, rassegna promossa dalla camera di commercio di oristano e ospitata negli impianti Soe di Sa Rodia. tecnici, esperti e appassionati si sono trovati in un importante momento di confronto.

La crisi del cavallo anglo arabo sardo

Continua la crisi del cavallo anglo arabo sardo. L’allevamento non riesce ancora a diventare un fattore economico premiante, come ha spiegato  Stefano Ferranti, presidente dell’ANACAD.

Ferranti  ha ribadito come la storia rappresenti la primaria risorsa commerciale e culturale sarda e ha evidenziato come l’impegno dell’allevatore si interrompa quando il cavallo entra nel circuito sportivo.

Il cavallo del Sarcidano e il progetto per un “Pony sardo”

Marco Piras, direttore tecnico-scientifico dell’ASVI Sardegna, ha illustrato le novità relative alle rassegne per puledri: per tutelare la salute animale ed evitare lo stress da competizione precoce, la prova di salto è stata eliminata per i soggetti di due anni, rimanendo attiva solo per quelli di tre anni a salto montato. Piras ha inoltre presentato l’imminente Jumping Tour e il progetto di tutela del Cavallo del Sarcidano, focalizzato sulla salvaguardia, sulla tipizzazione genetica e sulla creazione di un protocollo per un pony sardo destinato ai giovani. Tra le priorità future indicate dall’ente figurano il turismo equestre e la formazione.

Il convegno di stamane si è aperto con i saluti istituzionali del presidente della Soe Angelo Bresciani, di  Stefano Carta  della Camera di commercio di Cagliari e Oristano, della cicesindaca di Oristano Maria Bonaria Zedda  e di Giovanni Andrea Sechi in rappresentanza della FISE.

La moderazione è stata affidata a Salvatore Migheli, istruttore e giudice di Santu Lussurgiu, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà attuali degli allevatori, spesso lasciati in balia di finti professionisti. Migheli ha tracciato il profilo storico dell’Oristanese, ricordando come le basi dell’allevamento organizzato risalgano al XV secolo con gli Aragonesi ed Eleonora d’Arborea. La Carta de Logu attribuiva fin dal XIV secolo una rilevanza strategica e militare al settore, con norme rigide per la compravendita e sanzioni severe per i furti, a testimonianza di una tradizione prestigiosa che in passato vide persino l’esercito francese rifornirsi di cavalli nell’isola.

La prospettiva scientifica è stata approfondita da Giacomo Rassu, del Dipartimento di Zootecnica dell’Università di Sassari, con un intervento incentrato sull’alimentazione del cavallo atleta per garantire prestazioni elevate senza comprometterne il benessere. Da citare quindi l’intervento di Alberto Velis, giudice MASAF.

Sabato, 12 settembre 2026

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