Chi era Lucio Abis e perché Oristano ricorda il "Senatore", grande politico di altri tempi. Le parole del presidente Casini - LinkOristano
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Chi era Lucio Abis e perché Oristano ricorda il “Senatore”, grande politico di altri tempi. Le parole del presidente Casini

Un convegno dell'associazione a lui intitolata ha raccolto diverse e importanti testimonianze

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Un convegno dell’associazione a lui intitolata ha raccolto diverse e importanti testimonianze

Il Museo Diocesano di Oristano ha ospitato la commemorazione per il centenario della nascita del senatore Lucio Abis, figura di rilievo della politica sarda e nazionale del secondo dopoguerra. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione culturale senatore Lucio Abis con l’obiettivo di ripercorrerne l’esperienza istituzionale e il contributo alla vita democratica del Paese.

Ad aprire i lavori, coordinati dal giornalista dell’Unione Sarda Giuseppe Deiana,  è stato il presidente dell’associazione, Pietro Arca, che ha ringraziato le autorità presenti e l’arcivescovo Roberto Carboni per aver messo a disposizione l’importante struttura.  Arca ha ricordato le principali tappe della lunga esperienza politica di Abis, nato a Oristano il 24 febbraio 1926.

Dopo gli esordi nella Democrazia Cristiana, nel 1950 Abis fondò la sezione del partito a Villaurbana, diventandone il primo segretario. Dal 1958 al 1963 fu sindaco del paese. La sua attività istituzionale proseguì nel Consiglio regionale della Sardegna, dove tra il 1957 e il 1972 ricoprì diversi incarichi, tra cui quelli di assessore al Lavoro, alla Pubblica Istruzione e alla Rinascita. Nel 1970 fu eletto presidente della Giunta regionale, guidando la Regione in una fase importante per lo sviluppo dell’Autonomia sarda.

“Nel 1972 Abis approdò alla politica nazionale con l’elezione al Senato della Repubblica», ha ricordato Pietro Arca. «Entrò nella direzione e nella segreteria nazionale della Dc, occupandosi di Enti locali ed Economia. Ricoprì incarichi di governo come sottosegretario al Tesoro, al Bilancio e alla Programmazione economica, fino a diventare ministro per le Politiche comunitarie e ministro per i Rapporti con il Parlamento”.

“Il centenario della nascita del senatore Lucio Abis rappresenta un’occasione per riportare al centro della memoria collettiva una figura che ha attraversato oltre due decenni di storia politica regionale e nazionale, dalle istituzioni dell’Autonomia sarda fino ai vertici del Governo italiano”, ha sottolineato Pietro Arca. “Abbiamo voluto promuovere questo appuntamento per rendere omaggio alla sua eredità politica, istituzionale e culturale”.

Alla commemorazione sono intervenuti anche il sindaco di Oristano Massimiliano Sanna, il presidente della Provincia di Oristano e sindaco di Villaurbana Paolo Pireddu, il consigliere regionale e capogruppo del Pd Roberto Deriu, il consigliere regionale Emanuele Cera e Maria Delogu, segretaria particolare dell’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Ilaria Portas.

Il sindaco Massimiliano Sanna ha evidenziato il valore dell’esperienza amministrativa di Abis: “Non ho avuto modo di conoscere il senatore Lucio Abis, ma la sua esperienza ci ricorda che una classe dirigente non nasce per caso. Abis iniziò la sua attività politica guidando il suo piccolo Comune. Ricordiamo anche il suo impegno per l’istituzione  della Provincia di Oristano. Celebrarlo a cento anni dalla nascita significa interrogarci sul valore dell’uomo politico e sugli importanti insegnamenti che ci ha lasciato”.

Per Paolo Pireddu, il legame con Villaurbana rappresenta uno degli elementi più significativi della storia politica di Abis: “Ringrazio l’Associazione per avermi invitato, soprattutto perché sono il sindaco di Villaurbana, da quel piccolo paese il senatore iniziò a fare politica. Da lì partì una carriera che lo portò alla presidenza della Regione e successivamente al Governo, prima come sottosegretario e poi come ministro. Abis ci ha insegnato che non basta fare politica: ci ha dimostrato cosa significa impegnarsi per la propria comunità, lasciando un patrimonio che dobbiamo saper valorizzare e trasmettere”.

Maria Delogu ha portato il saluto dell’assessore regionale alla Pubblica Istruzione Ilaria Portas, sottolineando l’importanza di mantenere viva la memoria di chi ha contribuito alla crescita della Sardegna e alla nascita della Provincia di Oristano: “Credo sia giusto che la storia ricordi il suo impegno e le battaglie che ha promosso” ha affermato, auspicando che figure come Abis possano essere conosciute anche dalle nuove generazioni, attraverso i libri nelle scuole.

 Roberto Deriu ha sottolineato il significato della commemorazione per la comunità oristanese: “Oggi voi oristanesi celebrate giustamente la grandezza di un figlio di questa terra. Lucio Abis appartiene a una stagione politica importante, che ha lasciato un patrimonio vastissimo di esperienza e valori. La sua figura ci ricorda una politica capace di superare le beghe personali e gli scontri di categoria, mettendo al centro la comunità e il bene comune”.

Ha preso quindi la parola Simona Abis, nipote del senatore, arrivata dagli Stati Uniti, dove risiede e dove insegna e svolge attività di ricerca alla Columbia University. Simona Abis è inoltre presidente onoraria dell’Associazione culturale senatore Lucio Abis.

“Sono emigrata in California una decina di anni fa e, durante il primo colloquio di lavoro, mi fecero una domanda e parlai di mio nonno Lucio Abis. Quando raccontai la sua storia rimasero meravigliati”, ha raccontato. Nel suo intervento, Simona Abis ha ricordato alcuni episodi della vita del nonno, sottolineandone il percorso umano e politico.

“A 12 anni “, ha raccontato Simona Abis, “venne mandato in collegio a Sabaudia. Partì da solo, affrontando un viaggio di circa 25 ore tra treno e nave. A 22 anni si trovò a guidare mille operai impegnati nella lotta alla malaria. Un maestro elementare di un piccolo paese riuscì a raggiungere traguardi che potevano sembrare inimmaginabili”.

Da qui la riflessione sul perché Abis abbia scelto di lasciare la Sardegna per trasferirsi a Roma e impegnarsi nella politica nazionale: “Mio nonno era convinto che fosse necessario andare nei luoghi dove venivano prese le decisioni. Da sottosegretario al Bilancio si accorse, ad esempio, che le risorse venivano assegnate anche sulla base del numero degli abitanti e si impegnò per modificare questa situazione. Nel Piano nazionale dell’Agricoltura riuscì a raddoppiare i fondi destinati alla Sardegna”.

Simona Abis ha ricordato anche l’impegno del nonno per lo sviluppo industriale dell’Isola e il suo modo di intendere la politica come servizio e responsabilità: “Al primo incarico da assessore convocò i funzionari e presentò il suo programma. Era una persona che si metteva in gioco per la Sardegna e per il Paese”.

Infine, una frase che sintetizza il significato che Abis attribuiva alla propria esperienza nella politica nazionale: “Mio nonno è andato a Roma, dove vengono prese le decisioni. Ha fatto strade, dighe, leggi, ma soprattutto ha cercato di rendersi utile. Andarsene non è un fallimento, ma un investimento”.

Al termine del suo intervento, Simona Abis ha letto i messaggi inviati in occasione della commemorazione dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal Presidente del Senato Ignazio La Russa.

Gianvalerio Sanna, presidente del Consorzio UNO ed ex assessore regionale,  ha ricordato la figura di Lucio Abis sottolineandone il forte legame con il territorio e la capacità di costruire, attraverso i rapporti con amministratori e comunità locali, un progetto politico e istituzionale per la provincia di Oristano:  “Il sentimento prevalente in occasioni come questa è il ricordo di una persona che ha lasciato il segno, in un tempo nel quale di segni ne abbiamo pochi. Ricordare questi esempi significa riflettere su come sia cambiato il mondo, ma anche sul dovere di ritrovare quei percorsi capaci di lasciare un segno. Lucio Abis era la Democrazia cristiana, perché nella provincia di Oristano c’erano soprattutto i Dorotei. Ma non si trattava semplicemente di meccanismi correntizi. Era soprattutto un lavoro capillare, Comune per Comune, Sindaco per Sindaco, amministratore per amministratore. Era il modo attraverso il quale si costruiva il rapporto con il territorio e si faceva politica. Abis aveva costruito questo progetto nella nostra provincia e la nascita della Provincia di Oristano rappresentò per lui un punto di arrivo, ma anche una nuova partenza”, ha aggiunto Sanna.

“Nel 1995 nacque l’Università di Oristano, che era uno dei suoi obiettivi” , ha proseguito il  presidente del Consorzio Uno. “Insieme a Matteo Piredda aveva lavorato per questo risultato, perché Abis credeva profondamente nelle infrastrutture immateriali, quelle capaci di creare le condizioni per la crescita di una classe dirigente. È una visione che oggi, nella politica, sembra essere sempre più difficile ritrovare”.

“La caratteristica che ho sempre apprezzato di Lucio Abis è stata proprio questa capacità di guardare lontano. In una Sardegna attraversata da un forte sentimento autonomistico, mentre il mondo andava verso la globalizzazione e nuovi modelli di sviluppo, Abis continuava a sostenere l’importanza dello sviluppo locale come condizione per poter affrontare i cambiamenti generali. Era convinto che solo uno sviluppo locale forte potesse consentire alla Sardegna di confrontarsi con i processi europei e internazionali”.

“Ricordo una sua passeggiata in via Diego Contini. Si fermò con me al tavolino di un bar e mi disse di avere apprezzato molto l’idea dell’Università, perché avrebbe consentito di costruire un percorso per formare nuovi quadri dirigenti. Senza una classe dirigente preparata, diceva, non saremmo potuti andare lontano”.

“Per questo il Consorzio UNO ha accolto con convinzione la possibilità di istituire due borse di studio, intitolate al senatore Lucio Abis,  che partiranno quest’anno. Saranno destinate a due studentesse del corso di Biotecnologie Marine, un percorso di recente istituzione che si rapporterà anche con il Centro Marino Internazionale. È un modo per dare concretezza alla memoria e alla speranza di Lucio Abis, alla sua indomita lotta per far crescere questo territorio. A lui dobbiamo un grazie, e lo devo anch’io. Non sono arrivato dal nulla, ma da una storia che è passata anche attraverso le sue riflessioni, gli scontri e la dialettica politica. Una storia che ha garantito libertà di pensiero, crescita e competizione politica, valori di cui oggi avremmo ancora bisogno”, ha concluso Sanna.

Nel corso della commemorazione hanno portato il loro contributo Eliseo Secci, presidente degli ex consiglieri regionali, l’ex presidente della Regione ed ex parlamentare democristiano Angelino Rojch,  l’ex presidente della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi e il consigliere regionale oristanese di Fratelli d’Italia, Emanuele Cera.

Eliseo Secci ha ricordato la disponibilità del senatore Abis verso gli altri, la politica come spirito di servizio. “Parlava alla gente semplice”, ha raccontato Angelino Roich, “così come parlava con le più alte cariche dello Stato senza soggezione. Ha incarnato  uno spirito della politica che  oggi abbiamo difficoltà a trovare”.

Franco Siddi ha ricordato il momento in cui, lui  giovanissimo protagonista delle lotte degli agricoltori del Campidano, aveva incontrato Lucio Abis, allora assessore regionale all’agricoltura. “In quella occasione Abis aveva manifestato non solo una grande disponibilità ad ascoltare le istanze di quanti protestavano per un iniquo intervento della Regione, ma aveva immediatamente colto la necessità di una modifica normativa sui sostegno alle aziende agricole ed era intervenuto con decisione anche sugli uffici incaricati di esaminare le pratiche di contributo”. Da qui il riconoscimento di una grande statuta politica di Lucio Abis, capace di “ascoltare e di individuare rapidamente le migliori soluzione per fornire concrete risposte alle istanze dei sardi”.

Il consigliere regionale Emanuele Cera, ha portato la sua testimonianza, ricordando di aver iniziato la sua carriera politica ad Arcidano,  proprio con la Democrazia Cristiana. Ha raccontato della sua conoscenza col senatore Lucio  Abis, spiegando di essere stato uno dei giovani democristiani ad aver seguito i suoi insegnamenti.  Ha posto l’accento sull’esperienza degli amministratori locali a servizio delle comunità.

Il ricordo dell’ex presidente del Senato Pier Ferdinando Casini

Bloccato a Roma dai lavori parlamentare il senatore Pier Ferdinando Casini, già presidente della Camera dei Deputati e amico personale di Lucio Abis, ha inviato un videomessaggio, nel quale ha ricordato Abis come un uomo profondamente legato alla Sardegna, alla Democrazia cristiana e ai valori dell’autonomia.

“Ricordare Lucio Abis non significa coltivare nostalgia”, ha affermato Casini. “La nostalgia è un sentimento dell’anima, ma non è un proposito politico. Significa invece rispettare la memoria di grandi uomini come lui: popolari, umani, rispettosi degli altri e profondamente autonomisti. Lucio Abis è stato sempre e solo un vero democratico cristiano. Lo è stato da Sindaco di un piccolo centro, dall’età di 30 anni, poi da consigliere regionale, parlamentare per sei legislature al Senato, sottosegretario in importanti dicasteri e infine ministro in due governi della Prima Repubblica. È stato un ministro autorevole, serio, capace di ascoltare e di rispettare gli altri. Un grande signore. Tutti coloro che hanno conosciuto Lucio Abis hanno avuto l’idea di un signore, con la “S” maiuscola: mai arrogante e sempre rispettoso, soprattutto degli avversari. Era capace di far prevalere i punti di unione. Fu il leader della corrente dei Dorotei in Sardegna, un uomo politico fortemente radicato nel territorio. Pur rappresentando un’area della Dc, anche nei passaggi più difficili era sempre attento all’unità del partito. Era profondamente legato alla sua terra e aveva radicato in sé il sentimento dell’autonomia sarda. In quel periodo l’autonomia rappresentava un percorso attraverso il quale combattere per lo sviluppo dell’Isola e costruire una prospettiva diversa, anche attraverso il dialogo e, quando necessario, il dissenso nei confronti del Governo centrale. Lucio Abis ha sempre lavorato per il riscatto delle classi popolari, perché gli ultimi avessero la possibilità di essere protagonisti e perché la Sardegna potesse costruire un futuro nel Mediterraneo. Oggi parliamo di destra e di sinistra. Non so se Abis fosse uomo di destra o di sinistra. Sicuramente era un uomo che ha lavorato per il riscatto delle persone e per lo sviluppo della Sardegna. A uomini di questo tipo dobbiamo molto. Non nostalgia, dunque. La nostalgia è un sentimento dell’anima, non della politica. Ma dobbiamo coltivare la memoria”.

“È molto bello quello che fate oggi, nel centenario della nascita di Lucio Abis”, ha concluso il senatore Casini. “È importante ricordare questi grandi uomini, protagonisti seri di una stagione che ha rappresentato un grande balzo in avanti per l’Italia. Onore a Lucio. Un saluto ai familiari, agli amici e a tutti coloro che oggi sono presenti e che lo hanno accompagnato nella buona e nella cattiva sorte. Oggi sono idealmente con voi, facendo anche il mio dovere di senatore, come per sei legislature ha fatto Lucio”.

All’incontro  promosso a Oristano dall’Associazione culturale senatore Lucio Abis  hanno preso parte numerosi militanti della vecchia  Democrazia Cristiana, attuali ed ex amministratori locali, rappresentanti del mondo sindacale ed economico, ma anche semplici cittadini.

Venerdì, 11 settembre 2026

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