Anche in provincia di Oristano allarme per l'aumento dei carburanti. Adiconsum Sardegna: "Necessario combattere le speculazioni" - LinkOristano
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Anche in provincia di Oristano allarme per l’aumento dei carburanti. Adiconsum Sardegna: “Necessario combattere le speculazioni”

Il presidente Vargiu: "Basta puntare il dito sui gestori dei distributori. Anche i consumatori possono fare la loro parte"

Benzina carburante
Foto d'archivio

Oristano 

Il presidente Vargiu: “Basta puntare il dito sui gestori dei distributori. Anche i consumatori possono fare la loro parte”

I prezzi salgono, scatta la misura tampone a livello nazionale, l’aumento si blocca momentaneamente, ma il peso sulle tasche dei consumatori non si alleggerisce. È tornato sotto i riflettori in questi giorni con la scadenza dello sconto sulle accise – in via di proroga – il problema del costo dei carburanti, che ha portato con sé lo spauracchio di benzina e gasolio pronti a superare anche nell’Oristanese i 2,50 euro e sfiorare il prezzo record di 3 euro dopo il rientro dalle vacanze. Ma chi guadagna da questi rialzi? E cosa possono fare i consumatori per difendersi?

A rispondere a queste domande è il presidente di Adiconsum Sardegna, Giorgio Vargiu. “Innanzitutto non bisogna puntare il dito sui gestori dei distributori: a fare affari d’oro sono le compagnie petrolifere”, ha commentato. “L’aumento dei controlli da parte della Guardia di Finanza nei distributori ha certamente portato alla luce diverse violazioni e truffe, come la diluizione dei carburanti con acqua o la mancata trasmissione dei pressi al Ministero, ma si tratta pur sempre di casi”.

Secondo Vargiu si guarda il dito e non la luna. “I pochi che sbagliano e vengono multati, quando scoperti, non possono essere la causa della speculazione in atto”, ha proseguito. “Da tempo le associazioni di tutela dei consumatori chiedono al Governo delle misure strutturali e non delle soluzioni tampone come il taglio delle accise: si deve agire sulle speculazioni delle compagnie petrolifere, che puntualmente, quando si inizia a parlare di sconti, aumentano i prezzi per continuare a guadagnare”.

Le soluzioni per Vargiu sono due. “Se lo Stato guadagna con l’Iva sull’aumento dei profitti, è difficile che qualcosa cambi: la prima è dunque quella di rinunciare all’Iva grazie all’aumento dei guadagni sugli aumenti dei carburanti, fissando un tetto al prezzo di benzina e gasolio, oltre il quale gli extraprofitti dei produttori devono essere pesantemente tassati”, espone Vargiu. “In secondo luogo, ogni volta che si assiste a una variazione dei prezzi nei mercati dei carburanti e dell’elettricità, lo Stato manda in campo la Guardia di Finanza: sia chiaro, ben vengano i controlli, ben vengano le sanzioni ai gestori delle pompe disonesti, ma, come già detto, il problema reale non sono loro. È necessaria, quindi, una riforma che potenzi i poteri delle Fiamme Gialle e del cosiddetto “Misterprezzi”, per andare a colpire le speculazioni a monte e non solo qualche caso di violazione”.

Per ora il costo benzina e gasolio, per lo meno nell’area di Oristano, si attesta intorno ai 2 euro, con prezzi che vanno da 1,899 euro per la verde e 2,o29 per il diesel, fino a 2,1o euro e poco più per entrambi. Prezzi in molti casi sotto la media regionale, che arriva a 2,148 euro per il gasolio e 2,029 euro per la benzina.

Anche i consumatori possono fare la loro parte per combattere le speculazioni. “Abbiamo uno strumento prezioso: il voto con il portafogli”, conclude Vargiu. “Prima di fare carburante prendiamoci 30 secondi del nostro tempo per consultare siti come l’Osservaprezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy o anche altri portali specializzati privati, e andare dove è più conveniente. Se tutti facessimo così e andassimo solo dove i prezzi sono effettivamente meno elevati, premieremmo le compagnia petrolifere più convenienti, creando una competizione che porterebbe alla diminuzione dei prezzi”.

Mercoledì, 26 agosto 2026

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