Quasi 40 mila ettari in più per la tutela dei grifoni: la Regione punta all'ampliamento della zona di protezione in Planargia - LinkOristano
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Quasi 40 mila ettari in più per la tutela dei grifoni: la Regione punta all’ampliamento della zona di protezione in Planargia

Via alle consultazioni pubbliche. Individuata come area per la reintroduzione di avvoltoio monaco e gipeto 

Grifone
Un grifone

Bosa 

Via alle consultazioni pubbliche. Individuata come area per la reintroduzione di avvoltoio monaco e gipeto 

Da circa 8.200 a più di 47 mila ettari. Potrebbe arrivare presto l’ampliamento della Zona di protezione speciale detta Rete Natura 2000 nel territorio di Bosa, Suni e Montresta, divenuta ormai dimora del nucleo riproduttivo di grifoni più consistente in Italia e individuata come area più idonea per il futuro progetto di reintroduzione di altre due specie.

L’Assessorato della Difesa dell’Ambiente, attraverso il Servizio Tutela della Natura e Politiche Forestali, ha infatti avviato la fase di consultazione pubblica su tre proposte che porterebbero la tutela europea su una superficie aggiuntiva di oltre 72.000 ettari, con l’ampliamento di due già esistenti e l’istituzione di una del tutto nuova.

Tra quelle già istituite figura, appunto, la ZPS  “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta”, che conta oggi 8.222 ettari. Il progetto prevede un ampliamento dell’area fino a 47.233 ettari, con l’estensione della tutela per la prima volta anche alla componente marina, che passerebbe da 326 a circa 7.176 ettari.

La zona ospita 104 coppie territoriali di grifoni, come da rilevazione nel 2025, oltre a essere stata indicata nell’ambito del Progetto LIFE Safe for Vultures come un terreno adatto all’avvoltoio monaco e del gipeto, entrambi in via di reintroduzione nell’Isola dopo la loro scomparsa nel territorio regionale.

Avvoltoio monaco - gipeto - Sardegna Foreste
L'avvoltoio monaco e il gipeto

Insieme a Bosa, Suni e Montresta, i comuni interessati dall’eventuale ampliamento sono Villanova Monteleone, Monteleone Rocca Doria, Padria e Mara: in particolare, i territori di questi ultimi comuni sono stati individuati grazie al Progetto LIFE Safe for Vultures.

L’individuazione delle nuove aree, curata dal Servizio nell’ambito del Work Package 5 del progetto, si inserisce in un percorso che l’Assessorato porta avanti da anni per il consolidamento della Rete Natura 2000 in Sardegna, in coerenza con gli impegni assunti a livello nazionale ed europeo.

Come precisato sul portale Sardegna Ambiente, la strategia dell’Unione Europea per la Biodiversità al 2030 fissa infatti l’obiettivo di destinare a tutela il 30% del territorio comunitario, di cui almeno il 10% a protezione rigorosa. Un traguardo ripreso anche dalla Strategia Nazionale per la Biodiversità 2030, che assegna alle Regioni un ruolo prioritario nel completamento della rete attraverso l’estensione delle Zone di Protezione Speciale previste dalla Direttiva Uccelli 2009/147/CE.

Alla proposta relativa ZPS in Planargia, si aggiunge l’ampliamento di quella della “Piana di Ozieri, Mores, Ardara, Tula e Oschiri” – territorio di una coppia di aquile di Bonelli dal 2023 – che passerebbe da 21.069 a circa 51.833 ettari; e l’istituzione della nuova area tutelata “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz”, con 9.503 ettari interamente nel territorio di Sassari, di cui 8.663 ettari finora esterni a qualsiasi tutela comunitaria, che comprenderebbe  l’unico lago naturale della Sardegna e si configurerebbe come territorio strategico per l’alimentazione e la sosta di diverse specie, tra le quali quelle migratrici.

Le proposte sono solo a livello preliminare, dunque non ancora in fase di adozione da parte della Giunta regionale: prima della formalizzazione l’Assessorato regionale all’Ambiente ha scelto di condividerle con Comuni, enti territoriali e portatori d’interesse, come associazioni, agricoltori, allevatori, cacciatori, operatori economici, ricercatori e cittadini.

Le osservazioni, le richieste di chiarimento ed eventuali segnalazioni possono essere inviate fino al 15 settembre attraverso il format online sulla pagina dedicata al progetto LIFE Abilas sul portale Sardegna Ambiente, dove sono consultabili anche la relazione tecnica istruttoria e le cartografie delle aree proposte (qui il link).

Scaduto il termine per le consultazioni, i contributi passeranno sotto l’esame dei funzioni regionali. In programma, inoltre, la calendarizzazione di uno o più incontri sul territorio, per un confronto diretto con le Amministrazioni comunali e le comunità, prima che il procedimento prosegua con la delibera della Giunta regionale e la trasmissione al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, per l’aggiornamento della Rete Natura 2000 e della comunicazione alla Commissione europea.

Lunedì, 17 agosto 2026

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