Cabras
L’assemblea guidata dal presidente uscente Anthony Muroni ha pubblicato la relazione di fine mandato
Cinque anni di lavoro culminati con il tanto atteso compimento di una delle missioni più care per la comunità: riportare a casa i Giganti. È arrivato a conclusione il mandato dell’attuale del Consiglio di amministrazione della Fondazione Mont’e Prama: tracciato il bilancio, non resta che attendere le nuove nomine, che potrebbero arrivare entro il mese di settembre.
Dopo l’ultima riunione del CdA del 3 agosto, scatta a partire da oggi un periodo di transizione di oltre un mese, durante il quale il Ministero della Cultura, preso atto del parere – non vincolante – della Regione Sardegna, procederà con la nomina del nuovo presidente e di due membri.
Il Consiglio presenterà, dunque, sei componenti: oltre alla guida e le due quote ministeriali, si aggiungono due nomine della Regione e una del Comune di Cabras, che ricoprirà il ruolo del vicepresidente.
In servizio per il periodo 2021-2026, il CdA giunto a fine mandato vedeva tra le fila Anthony Muroni come presidente, il sindaco di Cabras Andrea Abis nel ruolo di vice, Fenisia Grazia Erdas e Patricia Olivo come consigliere nominate dal Ministero; e Graziella Pinna ed Efisio Trincas, quali quote della Regione Sardegna.
Con la conclusione del quinquennio, il Consiglio uscente ha pubblicato la relazione di fine mandato e rimarrà in servizio per gestire l’ordinaria amministrazione fino all’arrivo della nuova assemblea.
“La pubblicazione della relazione del CdA e del bilancio di fine mandato della Fondazione Mont’e Prama non è soltanto un atto dovuto, ma la sintesi di un percorso lungo cinque anni. Un lavoro quotidiano, spesso lontano dai riflettori, condotto da un’incredibile squadra di professionalità ed eccellenze che lavorano nell’ombra”, ha commentato in una nota il presidente uscente, Anthony Muroni. “In questi cinque anni c’è stato un prima e un dopo. Prima della Fondazione c’è stata la resistenza fondamentale delle Amministrazioni comunali, che si sono succedute e della Cooperativa Penisola del Sinis, che hanno presidiato e difeso questo patrimonio. Dopo, è iniziato un cambiamento radicale, a tratti una rivoluzione. Ma la fase di start-up non è finita: la struttura va consolidata, i cantieri aperti vanno conclusi e le strutture devono essere immediatamente operative e vive, mai cattedrali nel deserto”.

A raccontare un quinquennio fatto di progetti, è la stessa relazione di fine mandato del CdA uscente della Fondazione. Si parte dall’area della tutela e del restauro, con l’avvio a Solanas del cantiere per la costruzione del polo di studio e recupero dei beni archeologici, che potrà contare su 1000 m² di spazi e 2000 m² di depositi; e l’assunzione a tempo indeterminato di quattro curatori e archeologi tra il 2022 e il 2026. Si aggiungono i piani di manutenzione ordinaria in concerto con la Soprintendenza.
Un ruolo cruciale è stato ricoperto dalla ricerca scientifica, con due concessioni dirette di scavo e studio nello stagno di Cabras e al nuraghe Cannevadosu; e dalla valorizzazione degli spazi museali, con l’incremento della superficie espositiva, passata da 500 a 1.500 m², l’introduzione delle audioguide in 11 lingue con Archeovoce, il ritorno a casa di tutti i Giganti e l’arrivo di 2,5 milioni di euro dal PNRR per l’accessibilità motoria a Tharros.
Ampio spazio anche alla promozione della Fondazione Mont’e Prama nel mondo: tra il 2022 e il 2026, si contano 7 numeri di Archeomagazine; quattro conferenze in grandi musei italiani, come le Gallerie degli Uffizi, i Musei Reali, il Museo Egizio di Torino e il MAXXI di Roma, tre mostre internazionali al Met di New York, a Madrid e Barcellona; e 43 serate evento in estate. Non sono mancate le preziose collaborazioni con le società sportive Cagliari Calcio e Dinamo Basket, nonché la partecipazione a rassegne internazionali del turismo e dei beni culturali, quali la Borsa mediterranea del turismo archeologico di Paestum, Tourisma a Firenze, la BIT di Milano, il TTG di Rimini, la Fitur di Madrid e la Borsa di Berlino.
Nell’ultimo quinquennio la Fondazione Mont’e Prama ha registrato una crescita diffusa: i visitatori sono passati dai 133 mila del 2022 ai 200 mila stimati nel 2026, gli incassi da 529 mila euro a una stima di un milione di euro, e l’impatto economico positivo sul territorio – secondo i dati della relazione della Human Foundation – si aggira tra i 48 e i 60 milioni di euro.
In cinque anni i dipendenti diretti della Fondazione Mont’e Prama sono passati da zero a 22, con più di 30 persone operative, l’attivazione di due corsi ITS a Solanas che contano 40 studenti e l’attivazione di progetti nelle scuole del territorio “Qui vivo, qui racconto”.
Il mandato si è chiuso con 40 milioni di massa finanziaria gestita dal 2022 al 2026, destinati per oltre due terzi a opere pubbliche e interventi infrastrutturali; oltre 500 mila euro trasferiti al Comune di Cabras e la creazione di un’area appalti e tecnica per strutturata.
“Ciò che è restato di questi cinque anni non si misura con i complimenti di circostanza o con le critiche veloci da social network. Per giudicare davvero bisogna venire qui, vivere questi spazi, respirare la nostra storia e, soprattutto, interrogare la comunità”, ha concluso il presidente uscente Anthony Muroni. “Il sentimento popolare è il termometro più sincero dei vizi e delle virtù di una classe dirigente, ed è un indicatore che difficilmente sbaglia. Questo bilancio è una tappa: il punto fermo da cui ripartire per un nuovo inizio. Grazie di cuore a tutti i consiglieri di Amministrazione per aver reso possibile tutto questo”.
Mercoledì, 5 agosto 2026
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