Bosa: Da Jacopo Veneziani ad Arrogalla, il castello di Serravalle si conferma palcoscenico della cultura contemporanea - LinkOristano
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Bosa: Da Jacopo Veneziani ad Arrogalla, il castello di Serravalle si conferma palcoscenico della cultura contemporanea

Gli appuntamenti di agosto e settembre della rassegna "Tramonti al Castello"

Bosa tramonti al castello 2026

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Gli appuntamenti di agosto e settembre della rassegna “Tramonti al Castello”

Dopo il grande successo degli appuntamenti di luglio, che hanno visto protagonisti, tra gli altri, il direttore del Museo Egizio Christian Greco, la rassegna “Tramonti al Castello” entra nella sua seconda parte con un cartellone che conferma l’ambizione della Fondazione Bosa: fare del Castello di Serravalle uno dei luoghi di riferimento della proposta culturale della Sardegna.

Tra agosto e settembre il monumento ospiterà altri divulgatori, studiosi, artisti, musicisti e ricercatori, proponendo un percorso capace di intrecciare storia, arte, astronomia, musica, danza e innovazione, con uno sguardo rivolto tanto al patrimonio quanto ai linguaggi del presente.

Il programma di agosto si aprirà con due serate dedicate al cielo e all’astronomia: il 9 agosto, con “Il cielo degli antichi. Miti e costellazioni”, percorso tra osservazione astronomica e narrazione mitologica, e il 10 agosto, nella notte di San Lorenzo, con una speciale osservazione guidata della volta celeste e una visita guidata alla Cappella Palatina del Castello.

Accanto ai grandi protagonisti della scena nazionale, la Fondazione Bosa continua a investire sulle eccellenze della creatività contemporanea sarda. Il 27 agosto il Castello ospiterà “Tramonti Elettronici – Il Castello suona contemporaneo”, una serata dedicata alla sperimentazione musicale e performativa con il live set di Francesco Medda – Arrogalla, tra le figure più originali della ricerca sonora italiana. Nelle sue composizioni la Sardegna, i paesaggi, le voci e le tradizioni popolari dialogano con l’elettronica, il dub e la sperimentazione contemporanea, dando vita a un linguaggio musicale unico che ha portato la sua ricerca ben oltre i confini dell’Isola. Ad accompagnare il concerto sarà AᗺᗷA, produzione dell’associazione Prendashanseaux, protagonista del festival performativo “Sol de s’Abba”. Una ricerca coreografica che esplora l’acqua come elemento di trasformazione, memoria e connessione. Attraverso un linguaggio fisico in continua evoluzione, il movimento nasce dalle metamorfosi dell’acqua e dialoga con il paesaggio, intrecciandosi alla ricerca sonora di Arrogalla per rileggere il patrimonio naturale e culturale della Sardegna attraverso il corpo, il suono e lo spazio. La cultura non appartiene a un solo tempo, a un solo linguaggio o a un solo pubblico: anche la musica elettronica è ricerca, creatività, espressione artistica e racconto del nostro tempo.

L’appuntamento del 4 settembre proietta nuovamente Bosa nel panorama culturale nazionale con Jacopo Veneziani, storico dell’arte e divulgatore tra i più seguiti e apprezzati d’Italia. Volto televisivo di LA7, autore di successo e protagonista di numerosi festival culturali, Veneziani ha saputo rinnovare il racconto dell’arte, rendendolo accessibile senza rinunciare al rigore scientifico. La sua conferenza scenica, “Questa non è una pipa. L’illusione nell’arte dal Rinascimento a Magritte”, accompagnerà il pubblico in un viaggio tra illusioni ottiche, prospettive e grandi capolavori della storia dell’arte.

L’11 settembre sarà invece dedicato alla storia con l’incontro “Lo sport in Sardegna e a Bosa, dettagli per una storia”.mentre la rassegna si concluderà il 3 ottobre con la presentazione del nuovo romanzo di Anthony Muroni, “La firma del re”.

Con “Tramonti al Castello”, la Fondazione Bosa continua così a costruire una proposta culturale capace di mettere in dialogo grandi protagonisti della scena nazionale e le migliori espressioni della cultura e della creatività sarda, trasformando il Castello di Serravalle in uno spazio vivo di incontro, divulgazione e produzione culturale. Una rassegna che, già dalla sua prima edizione, dimostra come il patrimonio storico possa diventare il luogo naturale in cui la memoria dialoga con il presente e dove la cultura, nelle sue forme più diverse, diventa occasione di crescita, partecipazione e valorizzazione del territorio.

Locandine fondazione bosa 2026

Martedì, 4 agosto 2026

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