La Regione conferma: pannelli fotovoltaici sulle acque del Lago Omodeo e del bacino di Pranu Antoni - LinkOristano
Energia

La Regione conferma: pannelli fotovoltaici sulle acque del Lago Omodeo e del bacino di Pranu Antoni

Si  punta a integrare energia solare e idroelettrica

Fotovoltaico flottante
Foto d'archivio

Oristano

Si  punta a integrare energia solare e idroelettrica

È sempre più vicina la realizzazione di un impianto fotovoltaico flottante nel bacino artificiale Cantoniera-Pranu Antoni. La Regione ha chiesto a Enas di accelerare il procedimento, considerando l’intervento strategico per il futuro energetico dell’isola. Un secondo progetto interesserà lo stesso grande invaso del lago Omodeo, con l’obiettivo di rafforzare la produzione di energia solare e integrarla con quella idroelettrica.

Ad annunciarlo stamane dalle colonne del quotidiano L’Unione Sarda è stato l’assessore regionale ai lavori pubblici Antonio Piu.

L’area del Lago Omodeo, con il bacino Cantoniera-Pranu Antoni, si candida così a diventare un laboratorio per un modello che mette insieme fotovoltaico flottante, gestione dell’acqua e produzione programmabile di energia.

Il piano era stato approvato nel settembre del 2025 dalla Giunta regionale, su proposta proprio  dell’assessore  Piu. Previsto  l’utilizzo di 4,5 milioni di euro del Fesr 2021-2027 per installare i pannelli solari direttamente sullo specchio d’acqua del bacino Cantoniera-Pranu Antoni.

L’obiettivo è duplice: ridurre il peso dei consumi energetici del sistema idrico regionale e aumentare l’autonomia della Sardegna nella produzione da fonti rinnovabili. Le condotte dell’isola, infatti, attraversano un territorio complesso, con forti dislivelli, e richiedono molta energia per garantire il funzionamento degli impianti.

La scelta del fotovoltaico flottante consentirà di evitare nuovo consumo di suolo e, allo stesso tempo, di migliorare l’efficienza dei pannelli grazie al raffreddamento naturale assicurato dall’acqua. Nel caso del Lago Omodeo, ha spiegato l’assessore Piu, l’estensione dello specchio d’acqua e la presenza di aree già fortemente antropizzate, soprattutto vicino agli sbarramenti, rendono l’inserimento dell’impianto meno impattante rispetto ad altri contesti.

“L’aspetto più importante è la possibilità di collegare il fotovoltaico alla centrale idroelettrica, usando l’energia solare per riportare in alto l’acqua già turbinata e produrre nei momenti di maggiore richiesta”, ha sintetizzato l’assessore.

Accanto all’impianto fotovoltaico, il progetto prevede anche 1,5 milioni di euro per il telecontrollo e per l’interconnessione tra la centrale di pompaggio di Biliardinu e la turbina Tirso1. Questo passaggio permetterà di trasformare il sistema in un impianto idroelettrico ad accumulo: l’acqua non verrebbe dispersa a valle, ma riportata nel bacino, così da produrre energia senza consumare nuova risorsa idrica.

Lunedì, 18 maggio 2026

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