Al via gli interventi sull’edilizia residenziale pubblica in provincia di Oristano: 28 milioni per 2.500 alloggi - LinkOristano
Lavori pubblici

Al via gli interventi sull’edilizia residenziale pubblica in provincia di Oristano: 28 milioni per 2.500 alloggi

Partiti i primi cantieri del programma RinnovArea, presentato stamane dall’assessore regionale ai Lavori pubblici Antonio Piu. Resta l’emergenza abitativa: circa 300 persone in attesa di un alloggio ERP e pochi nuovi immobili disponibili

Oristano - La presentazione del Piano straordinario di riqualificazione degli edifici di edilizia pubblica

Oristano

Partiti i primi cantieri del programma RinnovArea, presentato stamane dall’assessore regionale ai Lavori pubblici Antonio Piu. Resta l’emergenza abitativa: circa 300 persone in attesa di un alloggio ERP e pochi nuovi immobili disponibili

Partono i primi interventi del programma regionale “RinnovArea”, dedicato alla riqualificazione dell’edilizia residenziale pubblica. Il piano, illustrato oggi nella sede di Area in via Tempio dall’assessore ai Lavori pubblici Antonio Piu, prevede per l’Oristanese uno stanziamento complessivo di oltre 28 milioni di euro destinati a circa 2.500 alloggi. Nella prima fase saranno coinvolti 211 appartamenti.

I primi cantieri, avviati il 17 aprile per un totale di 1,1 milioni di euro, riguardano 72 alloggi in via Quasimodo a Oristano (755mila euro), 60 in via Monsignor Cogoni (71mila euro), 5 in corso Vittorio Emanuele (267mila euro) e un alloggio a Samugheo, in via Salvemini.

A questi si aggiungono gli interventi partiti oggi, sempre per un importo complessivo di 1,1 milioni di euro, che interessano 74 alloggi distribuiti nel territorio.

Nel dettaglio: a Cabras 243mila euro per 12 alloggi in piazza Ravenna; a Marrubiu 257mila euro per 22 alloggi in via Matteotti; a San Nicolò d’Arcidano 212mila euro per 10 alloggi in via Lombardia. Ancora, a Laconi 265mila euro per 10 alloggi in vico Cuccuru de Monte II, a Ghilarza 199mila euro per 12 alloggi in località Sas Cortigheddas e, infine, a Santu Lussurgiu 63mila euro per 8 alloggi in via Predu Migheli.

Il programma regionale RinnovArea dispone complessivamente di 300 milioni di euro.

Gli interventi di ristrutturazione rappresentano un passo importante per migliorare la qualità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma non incidono in maniera risolutiva sull’emergenza abitativa, in particolare nel capoluogo Oristano. Da anni, infatti, circa 300 persone sono in attesa di ottenere un alloggio ERP: un dato che restituisce la dimensione di una criticità strutturale.

Le manutenzioni straordinarie e il recupero del patrimonio esistente consentono di rendere più vivibili e decorosi gli immobili già assegnati, ma non aumentano in modo significativo il numero complessivo delle abitazioni disponibili.

Il nodo principale resta quindi la carenza di nuovi alloggi. A fronte di una domanda crescente, legata anche all’aumento delle fragilità economiche e sociali, l’offerta continua a essere insufficiente.

Il quadro diventa ancora più preoccupante se si allarga lo sguardo all’intero territorio regionale: le richieste di accesso all’edilizia residenziale pubblica sono infatti molto superiori alla disponibilità reale, con migliaia di nuclei familiari in attesa. In questo contesto, i dati del capoluogo rappresentano solo una parte di un’emergenza più ampia, che evidenzia la necessità di affiancare agli interventi di riqualificazione un piano strutturale per la realizzazione di nuovi alloggi.

A livello territoriale, dopo l’aggiornamento delle risorse, la ripartizione prevede oltre 111 milioni per Cagliari, 73 per Sassari, 48 per Carbonia-Iglesias, 39 per Nuoro e 28 milioni per Oristano.

Gli interventi puntano alla manutenzione straordinaria e al miglioramento della qualità abitativa, con l’obiettivo di rendere gli alloggi più efficienti e restituire decoro ai contesti urbani.

Critico l’intervento del consigliere regionale dell’opposizione Emanuele Cera (FdI), che contesta soprattutto la carenza nella realizzazione di nuove abitazioni, non solo nel capoluogo ma anche nel resto della provincia.

Lunedì, 20 aprile 2026

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