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Insediato il nuovo consiglio provinciale di Oristano: Claudio Pinna vicepresidente, per le deleghe si dovrà aspettare

Il presidente Paolo Pireddu ha   annunciato che si lavorerà subito allo statuto dell'Ente

Consiglio provinciale
Il nuovo Consiglio provinciale di Oristano

Oristano

Il presidente Paolo Pireddu ha  annunciato che si lavorerà subito allo statuto dell’Ente

Si è insediato questo pomeriggio a Oristano il nuovo Consiglio provinciale, eletto due settimane fa dopo dieci anni di commissariamento dell’ente. La seduta, ospitata nell’aula consiliare di via Enrico Carboni, si è aperta con la convalida dell’elezione del presidente Paolo Pireddu, che ha prestato giuramento mentre i consiglieri, in piedi, assistevano alla cerimonia.

“Al mio fianco ho trovato dieci amministratori che sapranno lavorare per rivitalizzare il nostro territorio e le nostre comunità. Il mio pensiero va a tutti gli ex presidenti, assessori e consiglieri della Provincia, specialmente a chi non è più tra noi”, ha detto Pireddu. “Lavoreremo fin da subito alla scrittura del nuovo statuto della Provincia e alla definizione delle linee programmatiche per i prossimi due anni. Dimostreremo che la buona politica può emergere. Ho individuato nella figura del consigliere Claudio Pinna il vicepresidente, formalizzerò la nomina nella giornata di domani”.

Paolo Pireddu - Giuramento
Il giuramento del presidente Paolo Pireddu

Il presidente della Provincia, che è anche sindaco di Villaurbana, è sostenuto dai consiglieri Andrea Grussu (assessore comunale di Terralba), Claudio Pinna (sindaco di Zeddiani), Antonio Iatalese (consigliere comunale di Oristano), Massimo Blandino (consigliere comunale di Bosa), Giuliano Uras (consigliere comunale di Oristano) e Domenico Gallus (sindaco di Paulilatino).

Sono stati invece eletti nelle liste del centrosinistra i consiglieri Renzo Ponti (sindaco di Nurachi), Laura Celletti (assessora comunale di Cabras), Federica Piras (consigliera comunale di Gonnostramatza) e Giovanni Angelo Masala (consigliere comunale di Bosa).

Renzo Ponti: “Tutti noi siamo chiamati a un surplus di impegno per aggiornare lo statuto di questo ente, con l’obiettivo di dar vita a un ente capace di confrontarsi alla pari con la Regione e le altre province dell’isola. Dobbiamo essere uniti, non si releghi la minoranza al ruolo di osservatore. L’auspicio è che si apra una stagione di dialogo e collaborazione. Portare avanti lo spoils system sarebbe un errore. Riavviciniamo i cittadini le istituzioni e la Provincia deve tornare ad avere un ruolo guida”.

Claudio Pinna: “Auspico che si crei il miglior clima di collaborazione. Dobbiamo riprendere ad avere un rapporto con tutti i territori. Servono dialogo e ascolto per interpretare le esigenze dell’Oristanese. La nostra Provincia ha tante potenzialità, dobbiamo essere bravi a fare sintesi. Serve anche che si faccia squadra, seppur con la diversità di vedute, con i nostri consiglieri regionali e chi ci rappresenta in Parlamento. Spesso noi stessi descriviamo la Provincia di Oristano come una delle ultime, per invertire il trend dobbiamo essere uniti e valorizzare il territorio. Il ruolo di vicepresidente mi onora e rende orgoglioso”.

Andrea Grussu: “L’unità di intenti e il lavoro sinergico saranno la nostra forza. La politica più vera si fa tra la gente, ascoltando i problemi. Il mio obiettivo è essere interlocutore e punto di riferimento per tutti i territori della Provincia di Oristano. Continuerò ad ascoltare ed essere presente nel territorio”.

Giovanni Angelo Masala: “Ci troviamo di fronte a una situazione istituzionale molto particolare. Non c’è una Giunta, c’è un Consiglio con soli 10 consiglieri e un presidente. È una sfida che mi spaventa, ma è anche stimolante. Dobbiamo ricostruire l’ente e riavvicinarci ai cittadini. Tutti eravamo convinti che gli amministratori dei piccoli comuni non sarebbero andati a votare. Così non è stato, questo significa che aumenta l’impegno nei confronti dei piccoli territori”.

Laura Celletti: “Il ruolo che siamo chiamati a svolgere è tanto delicato quanto importante, in un territorio come il nostro, spesso dimenticato e marginalizzato. In questo Consiglio sono presenti solo due donne, spero che questo risultato faccia riflettere. Mi auguro che alle parole del presidente Pireddu seguano i fatti. Serve un metodo ancora prima che un programma, abbiamo bisogno di una visione chiara che parta dalla programmazione e non dall’emergenza. È ora di costruire percorsi trasparenti e partecipati. Mi auguro che il Consiglio venga messo nelle condizioni di lavorare davvero. Le infrastrutture sono insufficienti, i servizi carenti e i giovani e le giovani sono costretti ad andare via. C’è una comunità viva che chiede di essere ascoltata e valorizzata. Do la mia piena disponibilità a collaborare al presidente e al Consiglio, ma verificherò che le azioni dell’amministrazione siano orientate al benessere della nostra comunità, in particolare dei più fragili. Non possiamo permetterci di perdere altro tempo”.

Federica Piras: “Il mio primo pensiero va ai territori che ci hanno eletti, in particolare il mio, il Parte Montis. Oggi qui siedono solo due donne, entrambe appartenenti alla coalizione di centrosinistra: questo ci faccia riflettere, la rappresentanza femminile è una necessità democratica. Il confronto politico non può essere un atto formale, è una condizione indispensabile per far funzionare la democrazia. Sento il dovere di lanciare un appello alla responsabilità, al rispetto dei ruoli e delle differenze. La Provincia torni a essere la casa delle autonomie locali, una casa che si può reggere solamente se le fondamenta sono solide. Costruiamo insieme nell’interesse ultimo della Provincia e delle persone”.

Antonio Iatalese:. “Finalmente dopo 10 anni la politica torna dentro le Province. Abbiamo passato 10 anni in cui le decisioni sono state calate dall’alto ed è stato difficile confrontarsi. Ora possiamo di nuovo confrontarci con i territori e coordinarci. Il mio augurio è che presto tornino a votare i cittadini. Nell’epoca dei grossi numeri le piccole comunità hanno difficoltà a far sentire la propria voce. Oggi la Provincia ha finzioni programmatiche, dobbiamo capire come possiamo dare slancio all’attività dei nostri paesi”.

Giuliano Uras: “Questa legge fa schifo, non usiamo mezzi termini. È una legge ingiusta, che toglie molto ai territori. In Consiglio c’è solo una rappresentante dei comuni sotto i 1.000 abitanti: questo non è lo specchio della provincia di Oristano. Ho voluto girare i territori, parlare con gli amministratori. Oggi i nostri interlocutori sono i cittadini, attraverso i loro amministratori, che interpretano la realtà locale. Il nostro territorio è violentato in tutti i modi. L’amministratore straordinario Battista Ghisu nell’ultimo anno e mezzo si è mosso certamente meglio del suo predecessore, ma noi oggi siamo chiamati a fare di più”.

Domenico Gallus: “Dopo 10 anni la politica si riappropria del timone della nostra Provincia. Mi rendo conto che il tempo passa. Per la prima volta da quando faccio politica sono il più anziano di tutti i consiglieri provinciali. È un segnale che colgo, ma finché avrò voce ci sarò sempre. Prima di me Paulilatino ha avuto altri sette consiglieri provinciali. Spero di essere alla loro altezza e lottare per la comunità provinciale oristanese con lo stesso spirito che anima le mie battaglie in Comune e che ha accompagnato il mio operato in Regione. Per la prima volta dopo 40 anni di politica non ho assistito allo spoglio, una scelta che ho voluto fare. È stato bello, perché per la prima volta so chi non mi ha votato. Voglio ringraziare chi ha sostenuto me e il mio presidente”.

Massimo Blandino: “Da parte mia la promessa di impiegare tutte le energie per i cittadini della provincia di Oristano. Un ringraziamento col cuore”.

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Giovedì, 16 ottobre 2025

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