"Ricostruiamo la democrazia sarda": parte da Bauladu un percorso per la riforma della legge elettorale regionale - LinkOristano
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“Ricostruiamo la democrazia sarda”: parte da Bauladu un percorso per la riforma della legge elettorale regionale

Un incontro con i promotori dell'appello per fare il punto sul progetto 

Elezioni regionali
Foto d'archivio

Bauladu

Un incontro con i promotori dell’appello per fare il punto sul progetto 

Partirà da Bauladu con la prima assemblea il percorso partecipativo “Ricostruiamo la democrazia sarda”, l’appello di diverse forze politiche, sociali e cittadine per il cambiamento della legge elettorale regionale.

A promuovere l’incontro con appuntamento sabato 15 marzo alle 16 presso il Centro Civico Culturale di Bauladu, in piazza Emilio Lussu; sono i sottoscrittori della proposta: Sardegna chiama Sardegna; Sinistra Futura; Sardegna Possibile; Liberu – Lìberos Rispetados Uguales; Rifondazione Comunista Sardegna; Sardigna Natzione Indipendentzia e ProgReS – Progetu Repùblica de Sardigna.

Poi ancora Potere al Popolo Sardegna; Autonomie e Ambiente; USB -Federazione del Sociale Sardegna; Confederazione Sindacale Sarda; UNIGICOM – Unioni de sos Giovines Comunistas; Comitato Quartu No Tyrrhenian link; Comitato Su Entu Nostu e Generazione Italie.

Nel corso dell’incontro verrà presentato l’appello rivolto al popolo sardo e al Consiglio regionale, per una riforma della legge elettorale, arrivato dai promotori dopo numerosi incontri che hanno avuto luogo nel giugno scorso. “L’obiettivo è quello di garantire una reale rappresentanza democratica e superare le distorsioni prodotte nell’attuale assetto maggioritario”, si legge in una nota di Sardegna chiama Sardegna. “L’attuale legge elettorale, in vigore dal 2013, contribuisce ad alimentare la sfiducia nei confronti delle istituzioni, l’astensionismo e la crescente marginalizzazione delle forze politiche e sociali non riconducibili al bipolarismo. La personalizzazione della politica, l’indebolimento del Consiglio Regionale e l’assenza di meccanismi adeguati per garantire una rappresentanza equilibrata dei territori e delle diverse componenti h della società sarda hanno reso evidente la necessità di un cambiamento”.

“Per questo motivo, proponiamo un processo di riforma largo e partecipato, che porti le forze presenti in Consiglio, di maggioranza e di opposizione, nel confronto con le forze esterne o rimaste escluse, alla costruzione di una nuova legge elettorale a partire da cinque principi fondamentali”, si legge ancora. “Chiediamo un sistema proporzionale ed elezione del presidente in Consiglio regionale, con correttivi come la sfiducia costruttiva; l’eliminazione del voto disgiunto, che favorisce clientelismo e personalizzazione della politica; l’abbassamento delle soglie di sbarramento per una maggiore equità nella rappresentanza politica; e la maggiore rappresentanza dei territori marginali, attraverso un riequilibrio delle circoscrizioni e l’eventuale istituzione di una circoscrizione regionale per valorizzare il voto di opinione. Poi ancora una norma di democrazia paritaria che porti ad avere una composizione del Consiglio regionale in cui ogni genere sia rappresentato in una misura non superiore al 50%”.

“Il sistema maggioritario ha tradito le sue promesse e ha reso il Consiglio Regionale meno rappresentativo e meno vicino alle istanze dei cittadini”, si conclude nella nota. “Vogliamo avviare un processo aperto e partecipato, coinvolgendo cittadini, associazioni e forze politiche, per costruire insieme una riforma elettorale che restituisca vitalità alla democrazia sarda”.

Martedì, 11 marzo 2025

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