Dall'inizio dell'anno alla questura di Oristano 137 denunce di violenza sulle donne - Video - LinkOristano
Cronaca

Dall’inizio dell’anno alla questura di Oristano 137 denunce di violenza sulle donne – Video

Le donne rompono il muro di omertà. Rinnovato il piano di recupero per le persone maltrattanti

25 novembre in Questura a Oristano
Il questore Aldo Fusco firma il protocollo del progetto “Zeus"

Oristano

Le donne rompono il muro di omertà. Rinnovato il piano di recupero per le persone maltrattanti

Sono state 137 dall’inizio dell’anno e sino al 20 di novembre le denunce presentate in questura, a Oristano,  per reati di violenza di genere contestati in provincia. Un dato preoccupante  reso noto stamane dal questore Aldo Fusco, che ha parlato in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sulle donne, fornendo una serie di altri significativi numeri:  sono stati 59 gli ammonimenti per violenze e 6 quelli  per stalking;  i fogli di via obbligatori sono stati 30, 2 i divieti di accesso, 35 gli avvisi orali, 4 i daspo, solo una è stata la sorveglianza speciale richiesta all’autorità giudiziaria.

“I dati riferiti alle denunce collocano Oristano ai primi posti nell’isola”, ha spiegato il questore Aldo Fusco. “Ma va detto che rispetto al passato è caduto il muro di omertà e le donne non hanno più paura di denunciare il proprio compagno”.

L’intervento del questore durante un incontro  nel quale è stato affiancato dalla responsabile regionale del Cam, il Centro di ascolto uomini maltrattanti Sardegna, Nicoletta Malesa, dalla responsabile dei centri di Oristano e Sassari, Stefania Militello, dal vice questore Giacinto Mattera e dal dirigente della divisione anticrimine Nicola Colitti. In questura, infatti, è stato  rinnovato il protocollo del progetto “Zeus” tra la stessa questura di Oristano e il Cam, il centro di recupero che prende in cura i responsabili dei maltrattamenti di genere.

Nel 2024 i quattro centri di recupero della Sardegna – a Oristano, Sassari, Olbia e Nuoro – hanno accolto complessivamente 150 persone.

“Alla base delle violenze, oltre agli aspetti culturali”,  ha spiegato Nicoleta Malesa, “ci sono il secolare problema del patriarcato, il maschilismo, i lasciti e la situazione sociale”.

“Il progetto si avvale anche della collaborazione con gli uffici penali, delle Asl, dei Tribunali per i minori, delle Questura e delle strutture penitenziarie”.

“La provincia di Oristano è quella con il maggior numero di casi: delle 150 persone che abbiamo seguito, il 61% arriva proprio dall’Oristanese”.

“Le persone seguite”, ha concluso Malesa, “hanno risposto pienamente alle attività di recupero: hanno collaborato positivamente il 95% delle persone che hanno accettato i piani di recupero”.

Lunedì, 25 novembre 2024

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