Più barche in transito a Torre Grande, tutto esaurito a Mare Morto: l'estate dei diportisti sulle coste dell'Oristanese - LinkOristano
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Più barche in transito a Torre Grande, tutto esaurito a Mare Morto: l’estate dei diportisti sulle coste dell’Oristanese

Ricognizione lungo le principali aree di ormeggio e ancoraggio, fino a Bosa

Porticciolo Oristano
Il porto turistico di Torre Grande

Oristano

Ricognizione lungo le principali aree di ormeggio e ancoraggio, fino a Bosa

Il porto turistico di Oristano, l’Area Marina Protetta del Sinis, i porti fluviali di Bosa e il porticciolo di Bosa Marina: sono queste le mete più gettonate tra i diportisti (locali e non) alla ricerca di un ormeggio lungo le coste dell’Oristanese. Purché si rispettino le distanze minime previste da spiagge e scogliere, si può inoltre dare ancora in diverse località. Quelle più frequentate sono il tratto di costa di fronte alla spiaggia di Torre Grande, ottimo perché il fondale è sabbioso, o ancora nella baia di Mandriola o a Su Pallosu, nel territorio di San Vero Milis.

“La struttura principale in provincia è certamente il porticciolo di Torre Grande”, dice il comandante della Capitaneria di porto, Matteo Gragnani, “ci sono poi i porti di Bosa e le aree di ormeggio e ancoraggio all’interno dell’Amp”. A Torre Grande ci sono 500 posti barca per il diporto e 150 per la pesca. “Siamo in piena stagione estiva”, dice Gianni Salis, presidente delle Marine Oristanesi, la società che gestisce il porticciolo, “e quest’anno abbiamo registrato un più 150% sui transiti in porto. Dal 1° gennaio al 31 luglio 2021 avevamo avuto 31 transiti, nel 2022 nello stesso periodo ne abbiamo registrati ben 78. C’è una ripresa e la avvertiamo chiaramente.

“In acqua abbiamo circa 500 barche da diporto”, continua Salis, “però qualche posto riservato alle imbarcazioni in transito, fino a 15 metri, c’è sempre”.

All’orizzonte ci sono poi i primi interventi di riqualificazione del porticciolo. Nei mesi scorsi il Comune di Oristano ha approvato il progetto da oltre 5 milioni di euro, con risorse del Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, con il Fondo Sviluppo e Coesione 2021-2027, e in parte con fondi regionali. “In programma c’è il rifacimento degli impianti elettrico, idrico e antincendio”, dice ancora il presidente delle Marine Oristanesi, “a giorni il Comune pubblicherà il bando per la gara d’appalto. Non escludo che entro fine anno possano iniziare i lavori”.

Diverso è invece il capitolo dragaggio. “L’iter autorizzativo sta procedendo negli uffici del Ministero dell’Ambiente”, conclude Gianni Salis, “la bella notizia è che non dovrebbe essere necessaria la valutazione di impatto ambientale. Questo velocizza i tempi. Le risorse dovrebbe garantirle la Regione, si parla di circa 6 milioni di euro”.

È possibile ormeggiare la propria imbarcazione e dare ancora anche all’interno dell’Amp. “Tutte le informazioni utili sono disponibili sul sito web dell’Area Marina Protetta”, spiega il direttore Massimo Marras, “abbiamo diversi campi di stazionamento, nei quali si può ormeggiare per un massimo di 24 ore, e un campo di ormeggio a Mare Morto, dove invece si può stare tutto il tempo che si vuole. In totale i gavitelli di stazionamento dell’Amp sono 198, di cui 100 nel campo di ormeggio. Qui però non ci sono più posti liberi, tutto esaurito dall’11 luglio”.

Il discorso cambia per i campi di stazionamento tra Tharros e Capo San Marco, a Seu e all’isola di Mal di Ventre. “Oltre ai 98 gavitelli abbiamo anche aree di ancoraggio nelle immediate vicinanze, dove nel fondale non è presente posidonia, e altre aree più lontane dalla costa nelle quali si può gettare l’ancora”, dice ancora il direttore dell’Amp. “Si è soggetti al pagamento di una tariffa all’Amp solo se si ormeggia ai gavitelli o se si butta l’ancora nelle zone autorizzate nelle vicinanze”, chiarisce Marras, “le aree sono indicate sul sito dell’ente, nella sezione mappa Gis. Nella mappa interattiva sono presenti anche le aree per l’ancoraggio gratuito”.

Si può pagare la tariffa – giornaliera, per tre giorni, settimanale, mensile o stagionale – tramite bonifico o direttamente online, sul sito Bluemooring.org. “Già l’anno scorso era possibile pagare online per l’ormeggio”, sottolinea Marras, “da quest’anno però la procedura è stata semplificata, inoltre la web app è disponibile in tre lingue. Tanti stanno utilizzando il sito, siamo soddisfatti. Circa il 60% dei pagamenti avviene proprio da Bluemooring.org”.

Qualche posto per i transiti c’è anche a Bosa. “Nel nostro territorio comunale”, dice il sindaco Piero Franco Casula, “sono presenti il porticciolo di Bosa Marina gestito da Renato Pirisi, il porto fluviale comunale e il porto fluviale della Nautica Pinna. Non ci sono certamente problemi per i transiti di uno o due giorni. È però sempre consigliato rivolgersi direttamente alle strutture”.

“All’ancora o in boa invece ci sono più possibilità nell’Oristanese”, spiega Francesco Usai, diportista che per tanti anni è stato presidente della Lega Navale Sinis – Golfo di Oristano. “A Mandriola c’è per esempio un campo boe, che però non è adatto alle grandi imbarcazioni e alle imbarcazioni a vela con un pescaggio importante. Ma nella baia di Mandriola è possibile dare ancora: è riparata da maestrale e ponente, ma non da libeccio e scirocco. Un’alternativa valida è la baia di Su Pallosu. Nelle vicinanze di Oristano c’è poi la spiaggia di Torre Grande. È importante rispettare la distanza minima stabilita dalle zone di balneazione”.

Chiede più servizi l’Adina, l’Associazione Diportisti Nautici di Cabras, che conta più di 200 soci ed è titolare di due scali di alaggio a servizio dei soli soci, uno a Mare Morto, l’altro a Portu Suedda. “La nostra è una costa lunghissima ma poco servita”, commenta il presidente dell’associazione Ivo Zoccheddu, “c’è grande voglia di diporto, ma è altrettanto vero che c’è una carenza di servizi, sia in termini di quantità che di qualità. Nonostante gli sforzi di alcuni operatori che si prodigano non si riesce a crescere. Bisognerebbe puntare sulla qualità dei servizi per rispondere alle esigenze dei diportisti locali e accogliere il diportismo di passaggio. Penso per esempio al diportista che fa le crociere in barca, ti porta valore aggiunto. Non dimentichiamo i risvolti economici e sociali. Sarebbe inoltre opportuna una collaborazione tra istituzioni e gli stessi diportisti”.

“La stessa Regione investe per realizzare porti turistici in Gallura e in altre zone della Sardegna”, prosegue Zoccheddu, “ma dimentica la costa ovest. Oggi si possono realizzare strutture che non sono impattanti sul territorio. Ci sono tante vie da percorrere per dare servizi e sviluppo. Bisogna percorrerle sfruttando l’esperienza di chi da anni opera nel settore”.

Nel periodo a cavallo di Ferragosto aumenteranno i controlli della Guardia costiera di Oristano. “Compatibilmente con il personale e i mezzi a disposizione”, dice dalla Capitaneria il comandante Matteo Gragnani, “cercheremo di rafforzare le attività, con il pattugliamento delle coste, i controlli lungo le spiagge e con il servizio di assistenza e soccorso di eventuali bagnanti in difficoltà”.

Dalla Capitaneria arriva anche un appello alla prudenza. “È importante che gli utenti del mare siano rispettosi ed educati”, prosegue Gragnani, “il mare è di tutti, per questa ragione si deve rispettare le libertà dell’altro. Considerando le alte temperature, l’invito che rivolgo è quello di idratarsi, entrare in acqua gradualmente e fare attenzione ai bambini”.

Martedì, 9 agosto 2022

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