Assistenza Adi in pericolo in provincia di Oristano: gli appelli dei sindacati degli infermieri - LinkOristano
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Assistenza Adi in pericolo in provincia di Oristano: gli appelli dei sindacati degli infermieri

Situazione sempre molto grave: problemi e proposte

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Situazione sempre molto grave: problemi e proposte

Non ci sono solo gli imminenti pensionamenti dei medici coordinatori a minare la sopravvivenza dell’Adi, il servizio di assistenza dominiciliare integrata che in provincia di Oristano ora garantisce le cure a oltre 1000 pazienti in condizioni di elevata fragilità. 

Angela Dessì, segretaria del Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche ricorda di avere già segnalato alcuni mesi ai dirigenti locali e regionali della sanità le gravi criticità in cui si trovano ad operare i servizi di assistenza domiciliare per la grave carenza di medici, ma non solo. “Infermieri e infermiere dell’Adi”,  spiega Angela Dessi, “hanno difficoltà perfino ad ottenere farmaci e il materiale corrente di cui hanno bisogno. La farmacia territoriale che deve rilasciarli ha bisogno di un piano terapeutico predisposto dallo specialista o dal medico di famiglia. E, specie nel distretto di Bosa Ghilarza, alcuni medici di famiglia e specialisti delle diverse aree proprio non ci sono”. 

Da aggiungere che proprio per la carenza di medici la valutazione del paziente e perfino l’inserimento di un paziente in Adi, è affidata agli infermieri, nonostante non sia certo di loro competenza”. Angela Dessì esprime inoltre preoccupazione per il previsto smantellamento delle Usca:  “Con lo scioglimento delle Usca”, afferma Dessì, “dal primo luglio i pazienti affetti da Covid dovranno rivolgersi al medico di famiglia e, se hanno bisogno di assistenza domiciliare, saranno affidato all’Adi. Si porranno così alcuni problema per gli Infermieri che li avranno in carico. Dove potranno indossare le protezioni di cui hanno bisogno? Possono andare dalla abitazione di un paziente positivo a quella di uno negativo senza sanificare l’automobile, i presidi in uso, gli indumenti?  Sarebbe necessaria una divisione tra il personale specie ora che contagi aumentano, ma sarà possibile con questi organici limitati?“.

Problemi e difficoltà già da tempo segnalati dal Nursind ma rimasti finora senza risposta. 

Angela Dessì
Angela Dessì

Sulle difficoltà dell’Adi anche Beatrice Mura, segretaria provinciale e regionale del  Sindacato Infermieri Fsi Usae,  ricorda come le infermiere dell’Adi siano ora “impegnate nell’assistenza domiciliare, anche per prestazione, e garantiscano  l’attività infermieristica legata anche all’emergenza COVID dei pazienti COVID positivi e del servizio USCA. Attività impossibili da assicurare nel periodo delle ferie estive “. 

Beatrice Mura evidenzia come l’ambito di Bosa e Cuglieri, in particolare,  abbia  “perso in questi mesi varie figure mediche che vanno  dalla Cardiologa alla Neurologa, servizi vitali per i pazienti domiciliari che necessitano di controllo, e che all’Adi attualmente opera un medico ricollocato dal 118 che non può assolvere a tutti i compiti finora assicurati dall’ex responsabile , la dottoressa Caterina Scarpa, andata in pensione “.

“Ben vengano”,  conclude Beatrice Mura, “come previste dalla riforma sanitaria regionale,  le Case della Salute, gli Ospedale di Comunità integrati con l’assistenza domiciliare integrata, ma se si lascia il territorio senza le risorse indispensabili, la riforma è destinata a fallire”. 

Beatrice Mura
Beatrice Mura

Mercoledì, 29 giugno 2022

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