Bruciavano rifiuti per recuperare rame e ferro, ma non avevano le autorizzazioni: 18 denunciati - LinkOristano
Cronaca

Bruciavano rifiuti per recuperare rame e ferro, ma non avevano le autorizzazioni: 18 denunciati

Il gruppo organizzato era diventato punto di riferimento per Sud Sardegna, Medio Campidano e periferia nord di Cagliari 

Villasor - deposito rifiuti pericolosi non autorizzato

Villasor

Il gruppo organizzato era diventato punto di riferimento per Sud Sardegna, Medio Campidano e periferia nord di Cagliari 

Recuperavano rifiuti speciali e pericolosi e li bruciavano per recuperare ferro, rame e alluminio. I carabinieri hanno denunciato 18 persone, appartenenti a un gruppo organizzato.  Si tratta di 7 uomini di origine marocchina (5 dei quali destinatari di ordinanza di divieto di dimora a Villasor), 6 bosniaci (di cui 3 donne e 2 destinatari di ordinanza di divieto di dimora a Villasor) e 5 italiani.

L’operazione, denominata “Green Villas” ha permesso di bloccare l’attività che per diversi anni ha avuto come protagonisti alcuni abitanti delle palazzine occupate dell’ex zuccherificio “Eridania” di via Togliatti.

Alle prime luci dell’alba, 30 militari della compagnia carabinieri di Sanluri, col supporto aereo dell’11° NEC dei carabinieri Elmas e 2 unità cinofile del Nucleo della compagnia di Cagliari, hanno dato esecuzione a 7 ordinanze applicative di misure cautelari del divieto di dimora a Villasor e 18 informazioni di garanzia, anche in altri comuni tra cui Cagliari, Quartu Sant’Elena, Decimomannu, Uta e Isili.

I militari hanno stimato che in un anno l’attività illecita possa aver portato a ricavare dai rifiuti raccolti circa 250 tonnellate di ferro, alluminio e rame, per un provento di circa 200 mila euro.

Le indagini sono iniziate nel giugno 2021, dopo alcuni avvistamenti di fumo denso e nero proveniente dalle aree adiacenti alle palazzine occupate abusivamente e facenti parte del polo industriale dell’ex zuccherificio “Eridania”, a Villasor.

Attraverso appostamenti, attività tecniche e analisi video, svolte tra il 2021 e il 2022, i militari di Sanluri hanno scoperto che le persone straniere denunciate erano punti di riferimento della zona del Sud Sardegna, del Medio Campidano e della periferia nord di Cagliari per il recupero di ferro e rame, attraverso lo smaltimento e l’abbruciamento di rifiuti speciali. Agivano con la connivenza dei cittadini italiani titolari, dipendenti di ditte che operano nel settore.

Le indagini hanno permesso di accertare che, dopo aver accumulato rottami e masserizie in giro per il territorio, i denunciati li stoccavano, ammassandoli in vere e proprie discariche abusive a ridosso delle palazzine occupate, per poi lavorare e separare i materiali di scarto dal ferro e dal rame, che rivendevano con la connivenza dei dipendenti di ditte cagliaritane.

Gli stranieri, tutti non iscritti nell’albo dei gestori ambientali e privi di qualsiasi titolo di legge, si disfacevano dei materiali residui (plastiche, cavi elettrici, penumatici, batterie per motori, rottami di autoveicoli, tra l’altro) appiccando pericolosi roghi che generavano fumi tossici e agenti inquinanti per l’ambiente.

I carabinieri hanno individuato 2 distinte aree di 200 metri quadri complessivi utilizzate dagli indagati per lo stoccaggio, la lavorazione e l’incendio dei materiali, che veniva trasportati con 4 furgoni Iveco. Aree e mezzi sono stati sequestrati.

Villasor - deposito rifiuti pericolosi non autorizzato

Mercoledì, 22 giugno 2022

 

 

 

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