Dopo San Vero Milis anche Cabras, Narbolia e Bosa nel nuovo distretto turistico per i naturisti? - LinkOristano
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Dopo San Vero Milis anche Cabras, Narbolia e Bosa nel nuovo distretto turistico per i naturisti?

Presentato il progetto che coinvolgerà località costiere. Si lavora anche a un festival 

Turismo Naturista Sardegna - Ufficio Stampa ANITA Sardegna Naturista
Foto Ufficio Stampa Anita Sardegna Naturista

Cagliari

Presentato il progetto che coinvolgerà località costiere. Si lavora anche a un festival 

Una rivoluzione culturale per uno sviluppo sostenibile in armonia con la natura, grazie alla creazione del costituendo Distretto del turismo naturista della Sardegna e della prima rete sarda delle spiagge e dei sentieri naturisti autorizzati: il progetto promosso da Anita, con il suo gruppo regionale Sardegna Naturista Anita, di concerto con le amministrazioni comunali, trae ispirazione da una legge regionale (la numero 16 del 28/07/2017). Ne farà parte San Vero Milis, con Is Benas, ma Anita ha avviato un dialogo anche con Cabras, Narbolia e Bosa.

“L’obiettivo da realizzare entro il 2022”, evidenziano Sergio Cossu e Giuseppe Ligios di Sardegna Naturista Anita, “è la nascita del Distretto e della rete sarda (con un protocollo d’intesa) e lo sviluppo e la condivisone di un progetto operativo da presentare alla Regione Sardegna e anche nell’ambito del Programma Interreg Marittimo-Maritime per la programmazione 2020-2027”.

Non meno importante sul piano strategico per la promozione dell’immagine della Sardegna nel mondo, come sottolinea Sergio Cossu è “la partecipazione della Regione Sardegna, dei Comuni, della Rete delle spiagge naturiste e dell’associazione Anita alle Fiere Internazionali di Utrecht e di Francoforte, specializzate sul turismo Plain Air e sostenibile, compreso il turismo naturista”.

Il Distretto del turismo naturista della Sardegna (sul modello indicato nel DL del 13 maggio del 2011) prevede una sinergia tra enti e istituzioni e le varie attività presenti sul territorio, a cominciare dal settore dell’ospitalità, quindi alberghi e b&b, agriturismo, campeggi e resort, oltre alle varie forme di accoglienza diffusa, ma anche stabilimenti balneari, bar, chioschi e ristoranti, senza dimenticare le agenzie turistiche e i tour operator, oltre alle diverse realtà legate alla cultura e all’intrattenimento. Un sistema integrato in cui le aree autorizzate per il turismo naturista rappresentano un arricchimento dell’offerta, sempre più variegata ma rivolta a target mirati, per un’esperienza immersiva nel paesaggio della Sardegna, che oltre ai colori e i sapori dell’isola contempli anche la cultura della nudità.

Il progetto mira a incentivare nuove modalità di turismo sostenibile, con importanti ricadute positive sul territorio, a partire da un allungamento della stagione. “Le spiagge naturiste sono spiagge libere”, tiene a precisare Sergio Cossu di Sardegna Naturista Anita, “sono aperte a tutti, non solo ai turisti naturisti, nelle quali è possibile praticare la nudità nel rispetto delle leggi attualmente vigenti in Italia, delimitate da una semplice segnaletica informativa, a tutela di ogni sensibilità, senza pregiudizi”.

La mappa delle mete naturiste in Sardegna. La Sardegna comprende già molte aree “storiche” a vocazione naturista, frequentate in passato specialmente da turisti provenienti dall’Italia e dall’Europa (e non solo). Tra le spiagge isolane più note e apprezzate come mete del turismo naturista anche in virtù della spettacolare e vertiginosa bellezza del paesaggio, quelle di “Feraxi” a Muravera nel Sud Sardegna, quella a sud di “Torre di Barì” a Bari Sardo, in Ogliastra, “Li Littaroni – Monti Russu” ad Aglientu in Gallura e la spiaggia di Scivu ad Arbus sulla Costa Verde. Nel periodo della “bassa stagione” le località si moltiplicano, dalla “Foce del Liscia –Isuledda” e l’Area di Punta Falcone con l’Isolotto della Marmorata a Santa Teresa Gallura, alla Costa di Villanova Monteleone, Punta Negra e la Baia di Porto Conte, con l’insenatura di Mugoni, ad Alghero; “Arenas Bianche” e Porto Pino tra Teulada e Sant’Anna Arresi, la “Baia delle Mimose” a Badesi e la Valle della Luna a Santa Teresa Gallura, come le Calette a sud di “Liscia Ruja” ad Arzachena, “La Cinta” di San Teodoro e “Capo Comino” a Siniscola, la spiaggia di Coccorocci a Tertenia, le Calette di “Porto Sa Ruxi” a Villasimius. E ancora “Mari Pintau” sul litorale di Quartu Sant’Elena, Portixeddu a Fluminimaggiore, le spiagge del Parco naturale di Turr’e Seu a Cabras, Is Arenas a Narbolia e la costa tra Porto Alabe e Torre di Columbargia a Tresnuraghes, Cala Moro a Bosa e Ezzi Mannu con lo Stagno di Pilo e la costa nordoccidentale della Penisola di Stintino, con le celeberrime Coscia di Donna e Isola dei Porri; e il litorale di Sorso sul Golfo dell’Asinara, e “Tinnari” a Trinità d’Agultu.

Le prime spiagge naturiste autorizzate istituite in Sardegna nel 2018, su ispirazione della legge regionale 16/2017, sono quelle di Torre Bianca a Porto Ferro e Piscinas sud ad Arbus, sulla Costa Verde. Di recente, nell’aprile scorso, si è aggiunta anche la spiaggia naturista autorizzata di “Is Arenas-Is Benas” nel territorio di San Vero Milis. Un risultato importante raggiunto nell’arco di pochi anni, che pone la Sardegna al secondo posto, dopo la Toscana (dove si contano al momento sei spiagge autorizzate), a conferma di una attenzione da parte degli amministratori locali verso uno specifico segmento del turismo balneare e non solo, in un’isola dove il turismo naturista viene praticato con successo da decenni in forma non ufficiale, con il tacito riconoscimento delle spiagge a vocazione nudista.

“Nelle ultime quattro stagioni estive, dal 2018 a oggi”, continua Sergio Cossu, “abbiamo registrato un consistente aumento delle presenze naturiste, nelle spiagge di Piscinas e di Porto Ferro e anche nelle strutture ricettive dei territori prossimi alle stesse spiagge, con numerose presenze di turisti provenienti da altre regioni italiane e da diversi paesi europei. Sardegna Naturista Anita sta portando avanti un dialogo e una fattiva collaborazione con diverse amministrazioni comunali della Sardegna, tra cui Arbus, Sassari, San Vero Milis, Muravera, Bari Sardo, Alghero e Villanova Monteleone, in percorsi per la gestione sostenibile e per l’istituzione di nuove spiagge naturiste per la stagione turistica 2022. L’associazione sta prendendo contatto con altre amministrazioni i cui territori presentano delle situazioni vocate per questa tipologia di turismo sostenibile come Porto Torres, Stintino, Badesi, Aglientu, Santa Teresa di Gallura, Arzachena, Tertenia, Cagliari, Teulada, Sant’Anna Arresi, Cabras, Narbolia, Bosa”.

Propositi e obiettivi. La creazione del Distretto e della rete vuole  promuovere la Sardegna come destinazione europea (e non solo, dato l’alto numero di naturisti negli Stati Uniti, in Australia e Gran Bretagna) del turismo naturista con una mappatura delle spiagge e dei sentieri autorizzati, per una fruizione delle bellezze ambientali oltre che del patrimonio archeologico. Innovativo e molto richiesto il trekking naturista e le passeggiate, i tour in barca a vela o in canoa/kayak, nonché l’organizzazione di eventi e festival, per favorire lo sviluppo del territorio attraverso l’ampliamento dell’offerta e la diffusione di una moderna cultura della sostenibilità.

Secondo Anita il Distretto rappresenta un’interessante opportunità di crescita non solo per le aree costiere, ma anche per le zone interne, come dimostrano le precedenti esperienze in altre regioni italiane. In Europa si stimano circa 20 milioni di naturisti e le nazioni leader sono la Francia (2 milioni di praticanti), con la Provenza, la Costa Azzurra e la vicina Corsica, la Spagna con la Catalogna, le Baleari e le Canarie, la Croazia, la Grecia, e di recente anche il Portogallo.

Il contesto nazionale. Il Distretto del turismo naturista della Sardegna si inserisce nel progetto di Anita, l’Associazione Naturista Italiana, per la realizzazione dei Distretti locali del turismo naturista, con la creazione di una rete nazionale e internazionale: sono in fase di sviluppo il Distretto della Valsesia, in Piemonte, e quello della Costa della Toscana, dove sono presenti diverse spiagge autorizzate e strutture ricettive dedicate al naturismo.

Preservare l’ambiente, si lavora a un festival. Il turismo naturista si contraddistingue per una spiccata sensibilità ambientale: in questa prospettiva, in accordo con i comuni sardi, molte delle spiagge naturiste autorizzate sono state preferibilmente individuate all’interno di parchi naturali o di siti della Rete europea Natura 2000, in modo da conciliare la conservazione dell’ambiente con una fruizione attenta e durevole. Di recente Sardegna Naturista Anita ha aperto un dialogo con il Parco Naturale Nazionale dell’Asinara – AMP “Isola dell’Asinara” e ha aderito formalmente alla Carta europea del turismo sostenibile (CETS) del Parco per sviluppare con gli operatori turistici autorizzati attività di promozione del turismo naturista.

Tra le iniziative in cantiere c’è il primo festival naturista, in programma alla fine di settembre in una località da definire (tra le ipotesi più interessanti il villaggio e la miniera Ingurtosu), accanto alla definizione del primo sentiero naturista autorizzato d’Italia.

Sardegna - Distretto Naturista

Venerdì, 27 maggio 2022

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