Inps e uffici periferici, anche l'Oristanese rischia con una riforma che bada solo ai numeri - LinkOristano
Vertenza

Inps e uffici periferici, anche l’Oristanese rischia con una riforma che bada solo ai numeri

Il Comitato per la Sardegna critica i possibili tagli. E Deidda presenta un'interrogazione alla Camera

Oristano - Uffici Inps
La sede Inps di Oristano

Oristano

Il Comitato per la Sardegna critica i possibili tagli. E Deidda presenta un’interrogazione alla Camera

Anche nell’Oristanese la riforma dell’Inps potrebbe avere gravi conseguenze, così come a livello regionale. A lanciare l’allarme è il Comitato Inps per la Sardegna, che nei giorni scorsi ha approvato un ordine del giorno relativo al regolamento di attuazione sul decentramento territoriale, adottato lo scorso novembre dal Cda dell’ente previdenziale. Voto unanime sul documento, con l’astensione del rappresentante dell’Istituto.

In una nota firmata dal presidente Piero Agus e dal segretario Paolo Arigotti, il Comitato esprime grande preoccupazione, facendo presente che il regolamento non tiene conto delle particolarità della Sardegna e prende in esame tre soli parametri per giustificare la presenza delle agenzie sul territorio: la popolazione residente, il personale assegnato e il cosiddetto tasso di ipercopertura (il rapporto tra bacino di utenza e popolazione residente, calcolato pure in termini di tempi di raggiungimento della sede).

Presto lo stesso ordine del giorno verrà portato all’attenzione anche del Comitato provinciale di oristano, presieduto da Andrea Sanna. “Questa riforma penalizza i territori marginali”, sottolinea Sanna, “così facendo lo Stato abbandona le realtà più deboli. L’agenzia di Ghilarza e la direzione Oristano, se non rispondono a questi requisiti, avranno difficoltà. Non dobbiamo però fermarci alla nostra provincia, il problema deve essere analizzato a livello regionale”.

Andrea Sanna - Cgil
Andrea Sanna

“La conservazione di un’adeguata presenza sul territorio”, denuncia il Comitato regionale Inps, “intesa sia come numero delle strutture che di adeguata consistenza di personale, si rende oltremodo necessaria, al fine di garantire elevati livelli di efficienza ed efficacia nei servizi all’utenza, a cominciare dai soggetti più fragili, come anziani o malati, che soffrono maggiormente del cd. digitale divide. Negli ultimi anni, al contrario, si è registrato un progressivo impoverimento della presenza delle pubbliche amministrazioni sul territorio sardo, in particolare nelle zone interne: nel caso dell’Istituto il trend è confermato dall’importante contrazione negli organici, passata dalle 814 unità del 2019 alle 680 attuali”.

Lo stesso Comitato regionale fa presente che, in caso di revisione degli assetti territoriali, i Comitati territoriali dell’Inps sono sì chiamati a esprimere un parere obbligatorio, ma questo non è vincolante.

“Premettendo che una rigida applicazione di tali parametri rischierebbe di penalizzare i cittadini in condizioni di fragilità e/o i territori che già presentano importanti condizioni di criticità (pensiamo ai fenomeni di spopolamento o ai noti problemi di viabilità interna), il Comitato regionale”, continua la nota firmata da Agus e Arigotti, “ritiene indispensabile salvaguardare e rafforzare l’attuale presidio sul territorio, senza fare riferimento solo a parametri definiti a livello nazionale, ma poco aderenti alla realtà isolana. Inoltre, è altrettanto importante varare con ogni urgenza un piano straordinario per implementare gli organici delle varie strutture, ivi compresa la ricostituzione dei centri medico legali (medici – infermieri – amministrativi), ricorrendo a procedure concorsuali, mobilità interna e comando/mobilità esterna per personale di altre amministrazioni pubbliche che manifesti disponibilità in tal senso”.

Il Comitato regionale Inps per la Sardegna ha inoltre chiesto alle istituzioni e ai politici sardi di promuovere un confronto a livello governativo e con la Direzione generale dell’Inps. Subito è intervenuto il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda, che ha annunciato un’interrogazione parlamentare sulla questione.

“Ho appreso con preoccupazione la notizia della approvazione, da parte del Comitato regionale Inps per la Sardegna, di un ordine del giorno che esamina e mette in evidenza le criticità dell’Istituto nell’isola e le sofferenze degli organici nelle varie strutture”, scrive il parlamentare Fdi. “Queste, infatti, rischiano di mettere seriamente in pericolo i servizi con particolare riferimento alle fasce più deboli (anziani e malati), oltre che acutizzare l’isolamento delle comunità più piccole”.

“È da inizio legislatura che sto denunciando la carenza dell’organico, non colmata con l’ultimo concorso”, prosegue Deidda, “e la volontà di chiudere i presidi territoriali volendo affidarsi alla rete internet. Peccato che, in molti territori, la linea veloce è ancora ostacolata”.

“Il funzionamento dell’Inps impatta nella vita quotidiana delle persone”, conclude il deputato, “ed è per questo che la denuncia del Comitato evidenzia come né i Governi Conte né l’attuale del premier Draghi hanno fatto alcunché, nonostante le promesse e le rassicurazioni”.

presentazione FdI Oristano conferenza stampa salvatore deidda
Salvatore Deidda

Mercoledì, 18 maggio 2022

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