Medici in affitto, l'opposizione in Regione contesta il maxi appalto: "Costi alti e professionalità basse" - LinkOristano
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Medici in affitto, l’opposizione in Regione contesta il maxi appalto: “Costi alti e professionalità basse”

Presentata un'interrogazione

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Cagliari

Presentata un’interrogazione

Approda in consiglio regionale la vicenda dell’appalto milionario con cui l’Ares, l’Agenzia Regionale per la Salute, intende reclutare i cosiddetti “medici in affitto”, con lo scopo di fronteggiare le gravi carenze di personale medico che sono alla base dei problemi di operatività dei Pronto Soccorso degli ospedali dell’Isola.  

Un appalto con cui l’Ares si propone di estendere a diversi presidi ospedalieri una misura già varata un anno fa in maniera sperimentale, con l’affidamento alla società MST Group di Vicenza del servizio di fornitura di personale medico da impiegare per l’apertura del punto di primo intervento dell’ospedale Delogu di Ghilarza, poi estesa da ottobre al pronto soccorso dell’ospedale San Martino di Oristano e, da una settimana,  anche al pronto soccorso dell’ospedale di Bosa.

Un progetto su cui i consiglieri di opposizione hanno presentato un’articolata interrogazione all’Assessore Regionale alla Sanità Mario Nieddu e al Presidente della Giunta Regionale Christian Solinas.

“In pratica”, sostiene il capogruppo dei progressisti Francesco Agus, primo firmatario della interrogazione, “la Regione sarda recluterà medici in affitto, con un livello di professionalità molto basso e gestiti da una società privata che tratterrà per sé una discreta percentuale, come ha già fatto la ditta di Vicenza che da mesi lavora per gli ospedali di Ghilarza, Oristano e Bosa.  Un costoso modo per dare ai sardi una sanità di serie C e per garantire, al contempo, lauti guadagni ai privati”.

“Si tratta di una decisione scandalosa”,  aggiunge Agus. “Hanno prima con la loro inerzia creato il problema e ora immaginano di far pagare ai sardi una soluzione emergenziale vergognosa sia sotto il profilo della sicurezza sia sotto quello dei denari pubblici”.

Con l’interrogazione i consiglieri regionali di opposizione chiedono in particolare all’assessore Nieddu di spiegare “quali sono le valutazioni sulla convenienza di tale scelta sotto il profilo della qualità delle prestazioni così rese nelle strutture dei pronto soccorso, della qualità della diagnosi clinica offerta attraverso il personale esterno e della conseguente sicurezza dei pazienti, rapportate anche alle risorse finanziarie necessarie”.

In consiglieri di opposizione chiedono ancora “quante unità di personale sono previste, quali requisiti professionali sono richiesti, in quali ospedali verranno impiegati e per quanto tempo; quali sono le differenze di trattamento economico e giuridico tra il personale di ruolo nei pronto soccorso e quello acquisito mediante il maxi-appalto; quale è la quota delle risorse pubbliche che si prevede spetterà agli operatori economici vincitori della gara d’appalto, al netto dei costi del personale impiegato; quali sono state le azioni intraprese dagli organi di indirizzo dell’Assessorato e dalle aziende sanitarie per incidere sui fattori che da oltre due anni hanno causato la crisi dei pronto soccorso della Sardegna; quante unità di personale, medico e non medico, assegnate nei pronto soccorso sono state trasferite in altri reparti negli ultimi due anni e quante unità del personale suddetto si sono dimesse dalle aziende ospedaliere negli ultimi due anni”.

Martedì, 17 maggio 2022

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