Non vedenti sui sentieri della Via Francigena, tra loro anche Gabriele Pianu - LinkOristano
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Non vedenti sui sentieri della Via Francigena, tra loro anche Gabriele Pianu

Undici giorni di cammino da Siena a Pontremoli insieme alla onlus Disabilincorsa e alla Croce Rossa

Il gruppo partito da Siena e arrivato a Pontremoli posa con la bandiera dei quattro mori - Gabriele Pianu
Il gruppo partito da Siena e arrivato a Pontremoli posa con la bandiera dei quattro mori

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Undici giorni di cammino da Siena a Pontremoli insieme alla onlus Disabilincorsa e alla Croce Rossa

In sei, tra non vedenti e ipovedenti, hanno percorso zaino in spalla 300 chilometri sulle strade della Via Francigena, da Siena sino a Pontremoli. C’era chi arrivava dal Veneto e dalla Lombardia, chi dalla Sicilia. Per la Sardegna c’era Gabriele Pianu, 64 anni, originario di Baressa, da tempo residente nella vicina Masullas.

Pianu ha perso la vista 35 anni fa, in seguito a un incidente. La cecità non gli ha però impedito di correre, da sempre una delle sue grandi passioni. Alle spalle ha quattro maratone: la prestigiosa New York, quella di Firenze e due maratone di Roma.

Non ci ha pensato un attimo quando la onlus Disabilincorsa, che ha sede a Treviglio, nel Bergamasco, gli ha proposto una sfida per lui inedita: un cammino lungo gli Appennini, sulle strade della famosissima Via Francigena.

Un percorso che però Disabilincorsa ha scelto di fare al contrario, partendo non da Canterbury, in Inghilterra, e arrivando a Roma, ma da Roma puntando verso nord. Una Via Francigena Contromano – così l’hanno chiamata – a tappe da proporre di anno in anno.

Il primo tratto è stato percorso nel 2019, da Roma a Siena, poi, dopo due anni di stop a causa del Covid-19, il cammino è ripartito quest’anno, dal 24 aprile al 4 maggio scorsi, con partenza da Siena e arrivo a Pontremoli. Ad accompagnare non vedenti e ipovedenti c’erano 12 volontari e un camioncino della Croce Rossa.

“È stata una bellissima esperienza”, ha detto Gabriele Pianu, rientrato in Sardegna pochi giorni fa, “non avevo mai preso parte a un cammino, sono felice di averlo fatto adesso. Vediamo cosa accadrà l’anno prossimo e se riuscirò a ripartire da Pontremoli”.

“Sulla nostra strada”, ha concluso, “abbiamo trovato acqua, fango e pietre. È piovuto il primo e l’ultimo giorno di cammino. Mi sento vivamente di consigliare un percorso come questo, aiuta a ricaricare l’anima. Bisogna però essere preparati atleticamente, altrimenti è dura”.

Mercoledì, 11 maggio 2022

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