Tre anni per eliminare la legna bruciata nei cantieri forestali, dopo il grande rogo di luglio - LinkOristano
Ambiente

Tre anni per eliminare la legna bruciata nei cantieri forestali, dopo il grande rogo di luglio

Tra Santu Lussurgiu e Cuglieri avviato un progetto sperimentale in collaborazione con l'Università di Cagliari

Un'area raggiunta dalle fiamme la scorsa estate all'interno del cantiere di Tresnuraghes
Un'area raggiunta dalle fiamme la scorsa estate nel cantiere forestale di Tresnuraghes

Oristano

Tra Santu Lussurgiu e Cuglieri avviato un progetto sperimentale in collaborazione con l’Università di Cagliari

Nei tre cantieri forestali di Pabarile, Tresnuraghes e Usellus, attraversati dal fuoco nel luglio 2021, si stima che Forestas abbia tagliato per ora tra il 10 e il 20% della legna bruciata. Sarà possibile avere un dato più preciso degli interventi avviati lo scorso autunno tra poche settimane, con l’inizio della campagna antincendio.

A Pabarile, che ricade tra Cuglieri e Santu Lussurgiu, erano bruciati 450 ettari (quasi metà del complesso), a Tresnuraghes gli ettari colpiti dalle fiamme sono stati 150 (circa un quarto del cantiere), mentre a Usellus sono stati interessati 175 ettari (anche in questo caso il fuoco ha devastato circa un quarto del cantiere). Le operazioni di taglio della legna bruciata potrebbero concludersi nel giro di tre anni.

Intanto a Pabarile va avanti un progetto di ricerca avviato a settembre: coordinato dalla direzione dell’Agenzia Forestas, coinvolge il Servizio territoriale di Oristano e l’Università di Cagliari.

L’obiettivo principale della ricerca, che durerà sei anni, è la valutazione degli effetti del terribile incendio dell’estate 2021. A Pabarile si conta inoltre di esaminare i processi di ricolonizzazione post-incendio. Le attività di monitoraggio vengono realizzate congiuntamente dai tecnici Forestas e dai ricercatori della sezione Botanica del Dipartimento di Scienze della vita e dell’ambiente dell’Università di Cagliari.

In questo lasso di tempo si sperimenteranno in alcune parcelle di cantiere del Montiferru vari trattamenti post incendio sulla vegetazione, per capire quale sia il miglior intervento per il recupero del verde.

Per quanto riguarda il cantiere di Usellus, le superfici devastate dal fuoco erano quasi tutte coperte da macchia mediterranea e leccio. Per Pabarile e Tresnuraghes si dividono tra leccio, sughero, macchia mediterranea e conifere.

Per lecci, sugheri e macchia a fare il suo corso sarà la natura, per le conifere invece potrebbe essere necessario l’intervento dell’uomo. Per avere una risposta bisognerà però aspettare almeno un mese o due, quando si verificherà la presenza di nuovi germogli spontanei.

“I lavori stanno andando avanti nei tre cantieri”, ha spiegato il direttore facente funzioni del Servizio territoriale di Oristano dell’Agenzia Forestas, Ugo Tanchis. “Faremo il punto della situazione prima dell’inizio della campagna antincendio. In estate ci fermeremo e solo allora sarà possibile fare un’analisi precisa. Quelli in corso sono interventi lunghi: tre anni è un tempo ragionevole per portarli a termine”.

Mercoledì, 4 maggio 2022

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