Da Mogoro verso l'Ucraina: volontari in prima linea con gli aiuti umanitari. Il plauso del Comune - LinkOristano
Solidarietà

Da Mogoro verso l’Ucraina: volontari in prima linea con gli aiuti umanitari. Il plauso del Comune

Viaggio da 4.000 chilometri  per soccorrere le popolazioni colpite dalla guerra

Generico aprile 2022
Maurizio Atzeni mostra i beni di prima necessità destinati all'Ucraina

Mogoro

Viaggio da 4.000 chilometri  per soccorrere le popolazioni colpite dalla guerra

Hanno ricevuto il plauso dell’amministrazione comunale di Mogoro per aver consegnato in Polonia beni di prima necessità e accompagnato in Italia un gruppo di profughi ucraini. Maurizio Atzeni e Tonino Maccioni, i due volontari dell’associazione Sla – Un’isola nell’isola, erano partiti a bordo di un furgoncino da nove posti a inizio aprile ma solo oggi raccontano la loro esperienza e solo dopo che la loro bella impresa è finita anche in consiglio comunale dove il sindaco Donato Cau ha rivolto loro un ringraziamento ufficiale. 

Un viaggio di 4.000 chilometri per tendere una mano agli ucraini in fuga dalla guerra. Rispondendo alla chiamata di Anas Sardegna – l’associazione di azione sociale di soccorso sanitario e protezione civile – i due mogoresi sono accorsi fino al confine con l’Ucraina per consegnare aiuti materiali e portare in Italia un gruppo di profughi.

«Presto ci sarà un nuovo viaggio di Anas Sardegna, stiamo valutando i nostri impegni per cercare di partire nuovamente con loro»,  anticipa Maurizio Atzeni, il presidente dell’associazione Sla – Un’isola nell’isola. che racconta la missione in Ucraina.

«Siamo stati contattati da Anas Sardegna: ci conoscevano, sapevano che possiamo contare su un pullmino», spiega Maurizio Atzeni. «E sapevano pure che a Mogoro e nei paesi vicini stavano facendo una raccolta di beni per l’Ucraina. Ci hanno parlato di un viaggio in Polonia, così ci siamo aggiunti anche noi».  

«Siamo partiti sabato 2 aprile, imbarcandoci a Olbia. Eravamo un gruppo di associazioni composto da due mezzi di Cagliari, il nostro di Mogoro, uno di Perfugas, uno di Chiaromonti, più due tir che erano partiti il giorno prima. Con noi viaggiava un ragazzo ucraino che vive a Quartu e la moglie di un membro di Anas Sardegna, che ci hanno fatto da interpreti», racconta il volontario. 

«Siamo arrivati a Livorno domenica mattina alle 7. A Bologna siamo stati raggiunti da un’ambulanza di Alcamo, in provincia di Trapani. Abbiamo lasciato l’Italia passando da Tarvisio, abbiamo attraversato l’Austria, siamo entrati in Repubblica Ceca, infine abbiamo raggiunto Cracovia, in Polonia, alle 3 del mattino del 4 aprile. Lì ci ha raggiunto il presidente di Anas Sardegna, Claudio Cugusi. Ci siamo riposati per poche ore e alle 9 del mattino successivo siamo ripartiti», dice Maurizio Atzeni. 

«Siamo andati a Jaroslaw, dove c’è un centro di distribuzione di beni di prima necessità portati dalle associazioni. È un magazzino che in questo momento viene utilizzato per il trasporto di beni in Ucraina. I nostri sono stati trasportati a Leopoli. Abbiamo consegnato vestiti, alimenti, medicinali. Ogni associazione trasportava merci raccolte nella propria zona», precisa il volontario. 

«Dopo ci siamo recati al campo profughi di Medyka, sempre in Polonia, al confine con l’Ucraina, dove ci ha raggiunti una referente ucraina di Anas Sardegna che gestisce il trasporto dei profughi e le consegne di medicinali. Ci ha portati da un gruppo di profughi che voleva ricongiungersi con i propri familiari o conoscenti che abitano in Italia», continua il presidente dell’associazione mogorese.  

«Abbiamo fatto salire sul nostro furgoncino una donna incinta di 9 mesi, accompagnata da un bambino di 3 anni, e una famiglia con due bambini di 9 e 11 anni. Li abbiamo portati a Rovigo, dove hanno pernottato. La mattina dopo sono stati portati a Milano da un’altra associazione». Missione compiuta. Ora si riparte? 

Guerra in Ucraina
Il campo profughi di Medyka. Foto di Maurizio Atzeni

Giovedì 28 aprile 2022 

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