Antenne su terreni pubblici, solo 800 euro di canone annuo. Loi (Progressisti) attacca: "Piccoli comuni penalizzati" - LinkOristano
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Antenne su terreni pubblici, solo 800 euro di canone annuo. Loi (Progressisti) attacca: “Piccoli comuni penalizzati”

Per molte amministrazioni sparisce una importante fonte di finanziamento, chieste correzioni al Governo

Antenna telefonia
Un'antenna telefonica - Foto d'archivio

Oristano

Per molte amministrazioni sparisce una importante fonte di finanziamento, chieste correzioni al Governo

L’istituzione del canone unico patrimoniale per le occupazioni dei servizi di rete comporterà gravi perdite economiche per i piccoli comuni che ospitano in aree pubbliche antenne per la telefonia mobile e ripetitori radiotelevisivi. Lo denuncia il consigliere regionale di minoranza Diego Loi, vicepresidente della Commissione “Autonomia e ordinamento regionale”, che chiede al Governo di istituire un indennizzo per i comuni penalizzati.

In alcuni casi gli enti beneficiavano di canoni annuali pari a decine di migliaia di euro, invece dal 2022 dovranno accontentarsi di soli 800 euro. Su questo tema l’esponente progressista ha scritto una lettera ai presidenti regionali di Anci e Uncem. Secondo Loi, il canone unico causerà “una grave perdita di gettito per i comuni, che ogni giorno devono fare i conti con risorse sempre più limitate per garantire i servizi ai propri cittadini”.

“Sino allo scorso anno”, ha spiegato il consigliere regionale di opposizione, “i comuni potevano contare su un canone di locazione dovuto in base all’occupazione di porzioni di terreno comunale di questi impianti. Si tratta per lo più di antenne di telefonia mobile e radiotelevisive e delle strutture di supporto. Per i comuni che ospitano gli impianti significava avere a disposizione somme importanti, in alcuni casi decine di migliaia di euro all’anno, da poter riutilizzare per garantire servizi, a fronte di impianti spesso molto impattanti sul proprio territorio”.

Con l’articolo 40 del decreto legge 77 del 2021 però il Governo ha stabilito che alle compagnie titolari di questi impianti installati su aree di proprietà di enti pubblici andasse applicato unicamente un canone pari a 800 euro, con la motivazione che si tratta di servizi di pubblica utilità. Un canone non modificabile dai comuni e che prescinde dalla superficie occupata dall’impianto.

Diego Loi
Diego Loi

“Per i bilanci di enti molti piccoli”, ha aggiunto Loi, “passare da diverse decine di migliaia di euro a soli 800 euro rappresenta una grave perdita economica, decisa con un mero colpo di penna. Una scelta ingiustificata e discriminatoria, soprattutto per i piccoli comuni. Crediamo sarebbe opportuna l’istituzione di un indennizzo a favore dei comuni che contavano su quelle somme nei propri bilanci”.

“In questo modo si crea una disparità di trattamento tra impianti che si trovano su aree pubbliche e quelli che si trovano in aree private in cui può essere contrattato qualsiasi canone”, ha aggiunto il consigliere regionale dei Progressisti.

Per Diego Loi il tema deve essere immediatamente portato all’attenzione del Consiglio regionale e del Parlamento. “È chiaro che la norma necessita di correttivi”, ha concluso, “stiamo valutando di coinvolgere i parlamentari sardi e di presentare una mozione in Consiglio regionale”.

Lunedì, 21 marzo 2022

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