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Chi voteranno i due deputati oristanesi per la presidenza della Repubblica?

Luciano Cadeddu (M5S) e Lucia Scanu (Coraggio Italia) dicono la loro sull'elezione del capo dello Stato

Cadeddu e Scanu M5S
Luciano Cadeddu e Lucia Scanu

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Luciano Cadeddu (M5S) e Lucia Scanu (Coraggio Italia) dicono la loro sull’elezione del capo dello Stato

Per la prima volta lunedì  24 gennaio i deputati oristanesi Luciano Cadeddu (Movimento 5 Stelle) e Lucia Scanu (Coraggio Italia) saranno chiamati al voto per eleggere il presidente della Repubblica del prossimo settennato. Entrambi vedrebbero con favore l’arrivo di una donna di valore al Quirinale, dopo i primi 75 anni repubblicani a tinte maschili.

Per avere un’idea chiara dei reali nomi in lizza per la presidenza bisognerà però attendere ancora qualche giorno.

“Si sta cercando di trovare un nome che metta d’accordo un po’ tutti”, dichiara il parlamentare Luciano Cadeddu, originario di Uras, “non dovrà però essere il leader di un partito a fare il presidente. Inoltre dovrà essere un reale garante della Costituzione. La candidatura di Silvio Berlusconi appare fuori posto. L’attuale premier Mario Draghi invece ha competenza e curriculum dalla sua, ma in questo momento rinunciare alla presidenza del Consiglio per passare al Quirinale significherebbe perdere tanto tempo, in un momento segnato ancora dalla pandemia di Covid-19. Abbiamo bisogno di un Governo stabile. Draghi è certamente meritevole, ma il suo arrivo al Colle rallenterebbe il Paese. Se non ci saranno alternative dovremo però valutare anche questa possibilità”.

Sullo sfondo anche l’opzione di una donna al Quirinale. “Sarebbe una bella sorpresa”, continua il parlamentare M5S, “la speranza è che i tempi siano finalmente maturi”. E tra i tanti nomi in ballo è stato fatto anche quello della ministra della Giustizia Marta Cartabia. “Sarebbe un’ottima candidata”, puntualizza Cadeddu, “è un nome che gira da un po’ di tempo e potrebbe rappresentare la giusta sintesi per tanti”. Non convince invece un eventuale Mattarella-bis. “Credo sia il momento di portare avanti qualcosa di nuovo”, conclude il deputato pentastellato, “il presidente Mattarella ha detto chiaramente che non vuole essere rieletto. Perché tirare la giacchetta? In questi sette anni ha fatto bene, ma rieleggerlo sarebbe forse una mezza sconfitta”.

Tempo di riflessioni anche per Lucia Scanu, che alla vigilia di Natale ha lasciato il Movimento 5 Stelle per approdare al misto e poi, la scorsa settimana, ha aderito a Coraggio Italia. “Ma faccio sempre riferimento ai valori che mi hanno portata in Parlamento e all’elettorato che mi ha dato fiducia”, tiene subito a precisare la deputata originaria di Nughedu Santa Vittoria. “Per la presidenza della Repubblica è difficile prendere in considerazione Berlusconi”, continua Scanu, “anche perché i numeri non sono dalla sua parte. Al momento non ho ancora deciso chi votare Lunedì sarà un giorno chiave, soltanto allora capiremo i reali nomi in ballo”.

“Da cittadina”, aggiunge la deputata di Coraggio Italia, “un Mattarella-bis mi renderebbe forse più tranquilla. Non so se Draghi sarebbe la persona adatta, mentre valuterei certamente Cartabia. Per lei non porrei alcun veto”.

Scanu poi non si tira indietro e spiega perché ha lasciato il Movimento 5 Stelle: “È un po’ come un aereo in volo verso una direzione, ma manca il pilota. Non mi ci ritrovavo più”, conclude la parlamentare, “così ho deciso di cambiare. L’ho fatto aderendo a un partito nuovo che mi dà responsabilità e mi offre la possibilità di lavorare e migliorare”.

La prima votazione per l’elezione del presidente della Repubblica, come detto, si terrà lunedì prossimo 24 gennaio. L’isola non sarà rappresentata dai soli parlamentari sardi, tra i grandi elettori ci saranno anche tre delegati indicati dal Consiglio regionale: il presidente della Regione Christian Solinas, il presidente del Consiglio regionale Michele Pais e il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau.

Viene eletto presidente della Repubblica il candidato che riceve due terzi delle preferenze. Le possibilità di elezione salgono però superate le prime votazioni: dopo i primi tre scrutini, infatti, basterà la sola maggioranza assoluta (la metà più uno dei votanti).

Sono considerati eleggibili i cittadini che abbiano compiuto i 50 anni di età e che godano dei diritti politici e civili.

Giovedì, 20 gennaio 2022

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