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Il naufragio della Costa Concordia: quelle ore di paura e quel compleanno mancato

Il dramma vissuto da Stefano Casula e dalla sua famiglia. "Ma qualche anno dopo abbiamo voluto fare la stessa crociera"

La famiglia Casula visita la nave da crociera Costa Pacifica, nel 2013

Cabras

Il dramma vissuto da Stefano Casula e dalla sua famiglia. “Ma qualche anno dopo abbiamo voluto fare la stessa crociera”

Pescatore da una vita, provetto uomo di mare, Stefano Casula, 47 anni, di Cabras, quando salì sulla Costa Concordia, dieci anni fa, mai avrebbe pensato di diventare suo malgrado protagonista di uno dei naufragi più gravi della storia della navigazione moderna: 4.229 persone coinvolte, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, e 32 di queste persero la vita, mentre altre 100 rimasero ferite. Era il 13 gennaio 2012.

“È stata una brutta avventura”, esordisce Stefano Casula, “lavoro in mare e mai mi sarei aspettato un incidente tanto grave per una nave così grande”.

La Concordia, guidata dal comandante Francesco Schettino, alle 21.45 andò a sbattere contro le Scole, un gruppo di scogli di fronte all’Isola del Giglio, tra Grosseto e Civitavecchia.

“Stavamo andando al ristorante, poi l’impatto. Inizialmente”, ricorda Casula, “ho pensato a una collisione con un’altra nave. Non potevo credere che la Concordia fosse finita contro degli scogli. La nave si è subito inclinata, tremava tutto, era come un terremoto. Dopo un po’ si è raddrizzata e poi si è inclinata di nuovo, ma dall’altra parte, e in seguito è mancata la luce”.

“Sono state ore di tensione e paura”, prosegue ancora Casula, “soprattutto perché con me e mia moglie c’erano i nostri figli. L’incubo è finito verso la mezzanotte, quando ci hanno fatto salire su una scialuppa di salvataggio. Quasi due ore di terrore”.

Stefano Casula era salito sulla Concordia insieme alla moglie Maria Cristina Agattau e ai due figli: Nicola, il più grande, aveva 9 anni, mentre Federica si preparava a festeggiare in crociera il suo settimo compleanno.

“Avevamo già ordinato la torta per il compleanno di mia figlia a bordo”, dice ancora  Casula. “Federica compie gli anni il 15 gennaio, ma la vacanza era terminata prima del previsto”.

È passato tanto tempo, eppure il ricordo di quegli attimi da incubo è ancora lì, indelebile, nella mente di Stefano Casula. Ma è un trauma che è stato superato.

“La crociera è una vacanza che ci è sempre piaciuta”, continua il pescatore di Cabras. “Quando io e mia moglie ci siamo sposati, nel 2001, siamo andati in crociera in Grecia e Turchia, partendo da Venezia. Abbiamo deciso di ripetere quell’esperienza nel 2012. Purtroppo siamo stati sfortunatissimi”.

“Qualche anno dopo abbiamo deciso di riprovarci”, dice ancora Casula, “abbiamo fatto un’altra crociera, passando da Barcellona, dal Marocco e anche dal Portogallo, poi ancora un’altra. Ci siamo imbarcati su una nave della Costa e abbiamo rifatto con i ragazzi lo stesso percorso nel Mediterraneo che faceva la Concordia”. Quindi Cagliari, Palermo, Civitavecchia, Savona, Marsiglia, Barcellona, Palma di Maiorca e di nuovo in Sardegna.

Ma il pensiero torna ancora alla tragedia di dieci anni fa, a 100 anni esatti da un altro disastro del mare che ha segnato la storia della navigazione, quello del transatlantico britannico Titanic, datato 15 aprile 1912.

Giovedì, 13 gennaio 2022

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