L'appello del Grig: "No agli abbattimenti dei cervi a Laconi. Il sindaco formi guide naturalistiche" - LinkOristano
Ambiente

L’appello del Grig: “No agli abbattimenti dei cervi a Laconi. Il sindaco formi guide naturalistiche”

L'associazione interviene dopo le richieste avanzate dall'amministrazione guidata da Salvatore Argiolas

Cervi corsica
Un esemplare di cervo

Oristano

L’associazione interviene dopo le richieste avanzate dall’amministrazione guidata da Salvatore Argiolas

No all’abbattimento selettivo dei cervi sardi che vivono nel territorio di Laconi. Il Gruppo d’intervento giuridico interviene con decisione, attaccando le richieste del sindaco Salvatore Argiolas e chiedendo la salvaguardia della specie, protetta da norme europee e regionali.

Ricordando che il territorio di Laconi è ricco di boschi e di acque, il presidente del Grig Stefano Deliperi ricorda che anche per questo “nel 1998 venne reintrodotto il cervo sardo nella foresta demaniale di Funtanamela, dove oggi si è ben acclimatato”.

“Nel 2007”, prosegue l’esponente del Grig, “complice una lesione della recinzione dovuta alle forti nevicate, alcuni esemplari fuggirono dal recinto e si ambientarono nel territorio. Un gradito e importante ritorno di una delle specie faunistiche più caratteristiche della Sardegna, nei luoghi dove l’ultimo esemplare era stato fatto fuori dalla caccia nel 1934”.

“Con gli anni”, scrive Deliperi, “alcuni esemplari si sono avvicinati al centro abitato, nel Parco Aymerich e in aree coltivate, causando – pare – anche incidenti stradali, sebbene non si rinvenga alcuna notizia in proposito. Il sindaco di Laconi Salvatore Argiolas ha lanciato l’allarme sulla pretesa invasione di cervi nell’abitato e recentemente si è svolto in proposito un incontro con l’Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis e con rappresentanti della Città metropolitana di Cagliari e dei Comuni di Arbus e Guspini. Fra le soluzioni ipotizzate gli abbattimenti selettivi e il trasferimento degli esemplari ritenuti in eccesso”.

Stefano Deliperi Grig
Stefano Deliperi

Il Gruppo d’intervento giuridico contesta anche altre proposte (definendole “mirabolanti”) del sindaco Argiolas. Nella nota Deliperi riporta alcune frasi riprese dal quotidiano L’Unione Sarda, in cui il primo cittadino di Laconi sottolineava come il cervo potesse trasformarsi in un’opportunità per il paese e che lo si potrebbe proporre cucinato nei ristoranti insieme al tartufo. Nella stessa intervista il sindaco aveva detto che il Comune sarebbe disposto a formare dei giovani per abbattere i cervi.

“Un’autentica genialata”, attacca il presidente del Grig, “peccato che tale virtuoso programmino non stia né in cielo né in terra e neppure in mare. Il cervo sardo è specie faunistica prioritaria ai sensi della direttiva n. 92/43/CEE (Allegato II), specie faunistica rigorosamente protetta ai sensi della Convenzione internazionale di Berna (Allegato II), esecutiva con legge n. 503/1981, specie faunistica particolarmente protetta ai sensi dell’art. 2 della legge n. 157/1992 e s.m.i. (l’uccisione di un esemplare è sanzionata penalmente ai sensi dell’art. 30). Tutele garantite conseguentemente anche dalla legge regionale Sardegna n. 29/1998 e s.m.i.”.

“I cervi sardi, pure a Laconi, non sono proprietà del Comune”, aggiunge Deliperi, “il sindaco non può destinarli ai ristoranti del proprio paese per l’abbinata cervo e tartufo di Laconi. È un’assurdità e dimostra la scarsa capacità di proporre soluzioni sensate per un qualsiasi eventuale problema causato dalla fauna selvatica”.

“La Carta delle vocazioni faunistiche della Sardegna, atto programmatorio ufficiale della Regione autonoma della Sardegna”, sottolinea ancora il Grig, “stima la presenza del Cervo sardo complessivamente in un’area di circa 60mila ettari del territorio regionale e individua un’area potenziale di circa 400mila ettari, con ambiti ottimali di reintroduzione nell’area del Gennargentu fino al Supramonte, alle codule ogliastrine, fino a Quirra, così da ricongiungersi con l’areale dei Sette Fratelli – Sarrabus. Così il complesso Monti di Alà – Monte Albo, parte della Nurra, il Montiferru, il Monte Arci, il Sinis, il Limbara (pp. 253 e ss.), con più di 16mila esemplari (secondo gli ultimi dati disponibili – marzo 2018 – si stima in circa 10.600 esemplari la popolazione complessiva (Progetto LIFE “One deer, two Islands: conservation of Red Deer Cervus elaphus corsicanus in Sardinia and Corse”)”.

“Se volesse far qualcosa di sensato e utile per la propria comunità e davvero trasformare il problema in risorsa per il proprio paese”, scrive Deliperi, “il sindaco di Laconi potrebbe far formare guide naturalistiche, per portare i turisti a fotografare i cervi sardi sia nel Parco Aymerich (dove oggettivamente accrescono l’attrattiva turistica), sia nei boschi della zona. I valori naturalistici del territorio, unitamente alle risorse storico-culturali e all’accoglienza, potrebbero costituire una valida attrattiva turistica per Laconi”.

“In ogni caso”, conclude Deliperi, “gli esemplari che eventualmente venissero ritenuti in eccesso dall’Assessorato regionale della Difesa dell’Ambiente, con il necessario supporto tecnico-scientifico dell’Ispra, del Corpo forestale e di vigilanza ambientale e dell’Agenzia Forestas, potrebbero esser catturati e reintrodotti, con le opportune procedure, in aree naturalmente vocate e già individuate dagli atti di programmazione regionali”.

Venerdì, 19 novembre 2021

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