Ripartenza anche per le discoteche: il Why Not accende la musica, del LuxClub ancora non si sa - LinkOristano
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Ripartenza anche per le discoteche: il Why Not accende la musica, del LuxClub ancora non si sa

Si torna in pista  a Marrubiu, più incerta la situazione a Oristano

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Si torna in pista  a Marrubiu, più incerta la situazione a Oristano

Può ripartire il mondo della notte anche nell’oristanese, dopo oltre un anno e mezzo di stop a causa della pandemia di coronavirus. Una riapertura a metà, sia perché al chiuso la capienza dei locali è al 50%, sia perché delle due uniche discoteche invernali in provincia (quelle con la cosiddetta  licenza C) solo il Why Not Disco di Marrubiu è pronto a riaprire la pista. Più incerta la situazione del Lux di Oristano.

“Abbiamo aspettato di avere la certezza di poterlo fare e sabato prossimo ripartiamo”, spiega Franco Basciu, uno dei titolari della discoteca di Marrubiu. La riapertura avverrà dopo 26 mesi di stop.

“Praticamente dal 2019, abbiamo fatto il collaudo e poi ci hanno chiuso”, ricorda Basciu, che spiega come la capienza del locale sarà ridotta a 500 persone.

Nessun problema di adeguamento, invece, per quanto riguarda l’impianto di aerazione che – secondo le norme – deve essere senza ricircolo dell’aria: “Abbiamo impianti esterni”, spiega Basciu, “che aspirano l’aria  da fuori e mandano dentro e viceversa”.

“Speriamo non ci riblocchino”, conclude Basciu.

Quanto al LuxClub Oristano l’unica cosa certa, al momento,  è che la discoteca di via Ghilarza non riaprirà con l’ultima gestione: “Abbiamo fatto l’ultima serata il 15 febbraio del 2020 e la successiva sarebbe stata il 9 marzo, ma abbiamo dovuto annullare tutto”, ricorda Vincenzo Carrus, la cui gestione è cominciata ufficialmente a ottobre del 2019.

“Ho dovuto interrompere gli affitti per una struttura che non utilizzavo e non mi è stata data la possibilità di ripartire”, spiega ancora, ricordando lo stop di quasi due anni. “Lo Stato non ci ha aiutato”, denuncia. “Per un anno e mezzo siamo stati dimenticati. Un locale come il Lux potrebbe fatturare di lordo nell’ordine dei trecentomila euro – quattrocentomila euro l’anno, mentre ci hanno riconosciuto solo una piccola percentuale di fatturato computato al mensile”.

“Ci hanno praticamente riconosciuto l’utile che facevamo in due serate per tutti e due gli anni. Una ecatombe. Chi ha il locale di proprietà è riuscito a tamponare, ma chi era in affitto non è riuscito a pagare i canoni”, continua Carrus che contesta la logica secondo cui le discoteche sono state considerate potenzialmente pericolose: “Quanta gente c’era quest’estate nelle località turistiche? Non passavi in strada. Abbiamo tenuto chiuse le discoteche e nelle strade c’erano 100 piste da ballo”.

Carrus conclude evidenziando come una discoteca di medie dimensioni come il LuxClub di Oristano possa avere una ventina di dipendenti. A questi si aggiungono i fornitori per il bar, ma anche i grafici, le tipografie, la pubblicità, la Siae, il personale delle pulizie: per un territorio come quello della provincia di Oristano, la chiusura di una discoteca è  come se si  aprisse la crisi in una media azienda.

Lunedì, 18 ottobre 2021

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