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I dittici della fotografa Isabella Muzzu per far conoscere Sini

Apre la quarta mostra del progetto "Fotografia contemporanea in Marmilla"

quarta mostra sini fotografia in marmilla 2021 fotografa Isabella Muzzu
Una delle immagini di Isabella Muzzu esposte a Sini

Sini

Apre la quarta mostra del progetto “Fotografia contemporanea in Marmilla”

Due foto che dialogano fa loro, per costruire un percorso in venti scatti e far conoscere meglio la propria comunità a chi la vive, ma anche motivare turisti e visitatori ad arrivare a Sini. Sabato 25 settembre, alle 17, in piazza Eleonora sarà inaugurata la quarta mostra del progetto “Fotografia contemporanea in Marmilla”. Il titolo è “Di forme nascoste, di equilibri svelati”, la fotografa Isabella Muzzu.

Sini è il quarto comune del Consorzio turistico “Due Giare” coinvolto quest’anno nella seconda edizione del progetto, nato da un sodalizio fra l’associazione culturale “Su Palatu Fotografia”, che lo ha ideato e gestito, e lo stesso Consorzio, che poi lo ha adottato.

Dopo Usellus, Gonnosnò e Assolo, ora è la volta di Sini: il paese sarà dunque raccontato con le immagini di Isabella Muzzu, che – come gli altri tre suoi colleghi – ha dedicato alcune settimane estive alla scoperta di luoghi, scorci e paesaggi.

“Ogni mostra ci ha stupito e ci ha fatto conoscere meglio i tesori dei nostri centri e le potenzialità del nostro territorio”, ha detto il presidente del Consorzio Due Giare, Lino Zedda. “Siamo sicuri che il progetto fotografico di Isabella Muzzu non ci deluderà e ci aiuterà a guardare con occhi diversi e nuovi anche Sini”.

“Il protagonista del mio progetto fotografico è, a tutti gli effetti, Sini”, ha spiegato Isabella Muzzu, originaria di Tempio Pausania, che ha frequentato con successo l’Accademia delle Belle Arti di Sassari, e poi il biennio specialistico in “Grafica d’arte e progettazione”.

“In ogni scatto”, precisa la fotografa, “ho cercato di descrivere una parte del paese, lavorando più o meno sui dettagli e, contemporaneamente, di raccontare gli abitanti, che lo hanno attraversato nelle varie epoche. Pur non avendo ritratto persone, infatti, la loro presenza nei miei scatti risulta per me tangibile: ogni strada, ogni casa, ogni particolare racconta il loro essere stati parte di questa realtà. Prima di iniziare a fotografare ho voluto che il paese mi venisse raccontato da chi lo vive quotidianamente: questo è stato un modo per rapportarmici in maniera più confidenziale, come se anche io lo conoscessi da tempo e avessi un legame stretto e durevole. Dopo questa prima fase di ascolto, è iniziato il lavoro fotografico vero e proprio, un percorso in cui mi sono ritrovata a tu per tu con il paese e mi sono lasciata guidare da tutto ciò che catturava la mia attenzione”.

“Il risultato del suo lavoro è originale”, dice Salvatore Ligios, presidente dell’associazione “Su Palatu”, che ha anche coordinato il progetto assieme a Luca Spano. “Isabella Muzzu si è mossa lungo i sentieri e le vie di Sini con un racconto che utilizza la combinazione del dittico per fermare gli umori e le atmosfere di un luogo”.

Racconto illustrato poi nel dettaglio dalla stessa fotografa tempiese: “Solo quando ho riguardato i primi scatti in sequenza, ho notato che ciò che avevo fermato nelle mie foto era un continuo alternarsi di scenari del passato e scorci contemporanei, come se ad essere fotografati fossero stati due paesi diversi e non uno solo. Questo dualismo continuo mi ha portato a cercare un abbinamento tra i due differenti contesti e a proseguire il mio lavoro di scatto cercando similitudini anche al di là del binomio ‘antico – moderno’. Ecco perché la mostra è organizzata in dittici”.

“Ogni fotografia”, ha aggiunto Isabella Muzzu, “dialoga con l’altra all’interno della coppia di cui entrambe fanno parte e, all’interno di ogni coppia, è presente un elemento che rimanda e si ricollega alla coppia successiva, creando una sorta di percorso visivo che vuole coinvolgere l’osservatore facendolo entrare nel vivo del gioco”.

quarta mostra sini fotografia in marmilla 2021 fotografa Isabella Muzzu

La mostra. Le foto selezionate sono venti. “Una caratteristica che le accomuna tutte, a prescindere dai vari abbinamenti, è la scelta cromatica”, ha proseguito Isabella Muzzu. “Ogni fotografia mantiene inalterati i colori reali del soggetto inquadrato ad eccezione del colore del cielo che, invece, è stato volontariamente “spento” per far sì che a dialogare tra loro e ad emergere fossero solo ed esclusivamente i colori caldi del paese, in un unico contrasto con il verde (unico colore freddo) dei soggetti appartenenti al contesto naturale”.

Dopo il taglio del nastro, la mostra “Di forme nascoste, di equilibri svelati” potrà essere visitata fino al 21 novembre.

“Un titolo che mi consente di descrivere il mio progetto”, ha motivato la scelta la fotografa, “dall’altra vorrei servisse all’osservatore da input per superare la semplice visione dello scatto e andare a ricercare all’interno delle fotografie le similitudini e le figure nascoste che ho visto io per prima mentre fotografavo. Non solo. Mi piacerebbe che soprattutto chi vive il paese nel quotidiano giocasse a ritrovare nella realtà ciò che ho fotografato e, parallelamente, chi non conosce affatto il paese fosse invece incuriosito dalle mie foto al punto da iniziare ad esplorarlo”.

“Questa esperienza”, conclude Isabella Muzzu, “mi ha insegnato ad andare oltre nella conoscenza di nuove realtà e nella sperimentazione di nuovi modi di raccontarle. Spero di aver trovato una formula che non si limiti a dare un racconto fotografico fine a se stesso del paese, ma che incuriosisca, motivi e spinga a conoscere e vivere Sini”.

“È stata proprio una delle finalità che ci ha spinto a sostenere il progetto dell’associazione Su Palatu”, ha ricordato il presidente del ‘Due Giare’ Lino Zedda: “siamo convinti che fare della Marmilla un punto di riferimento per l’arte della fotografia in Sardegna ci possa aiutare anche a rendere i nostri centri più appetibili dal punto di vista turistico”.

quarta mostra sini fotografia in marmilla 2021 fotografa Isabella Muzzu
Isabella Muzzu

Le altre mostre. La mostra di Simone Deidda, ospitata nella corte della biblioteca comunale di Usellus, potrà essere visitata sino all’11 novembre; quella di Ambra Iride Sechi – nel museo comunale di Gonnosnò – sino al 7 novembre; infine gli scatti di Pierluigi Dessì nella via Santa Maria ad Assolo saranno esposti sino al 13 novembre.

Mercoledì, 22 settembre 2021

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