Don Marco Statzu testimonial col progetto della Caritas che aiuta le imprese mandate in crisi dalla pandemia - LinkOristano
Solidarietà

Don Marco Statzu testimonial col progetto della Caritas che aiuta le imprese mandate in crisi dalla pandemia

Il sacerdote si racconta nell'approfondimento "Questa è la mia cattedrale"

Don Marco Statzu_ parrocchiani Foto Giovanni Panozzo
Don Marco Statzu insieme a due parrocchiane - Foto Giovanni Panozzo

Oristano

Il sacerdote si racconta nell’approfondimento “Questa è la mia cattedrale”

Col progetto della Caritas di solidarietà a sostegno dell’economia locale colpita dalle conseguenze sociali della pandemia, don Marco Statzu, è diventato uno dei testimonial della Chiesa italiana che domenica scorsa ha celebrato la Giornata nazionale delle offerte per il sostentamento dei sacerdoti. Don Statzu, direttore della Caritas di Ales-Terralba, ha raccontato a Giovanni Panozzo nel corto “Questa è la mia cattedrale”, l’iniziativa che ha portato a far nascere il fondo San Giuseppe Lavoratore, una raccolta fondi per i commercianti e le imprese fortemente penalizzati dalla crisi.

Quando è iniziata la pandemia in tanti hanno perso tutto in un attimo. Don Marco  Statzu, che è anche parroco di Sa Zeppara, a Guspini, e docente di Antropologia alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, ha subito toccato direttamente questa drammatica realtà. Il quarantaduenne ha raccolto il grido di aiuto di commercianti e imprese in difficoltà promuovendo una campagna per sostenere l’economia locale stremata dal Covid.

La Sardegna sud-occidentale, l’ex provincia del Medio Campidano, inglobata in quella del Sud Sardegna, è uno dei territori più poveri d’Italia, agli ultimi posti della classifica per reddito pro-capite. Un territorio dove la dispersione scolastica raggiunge il 30% e la disoccupazione si attesta su picchi altissimi superiori al 25-30%. In questo contesto la pandemia ha aggravato una situazione di precariato già molto diffusa.

“Dietro quelle serrande rimaste abbassate per mesi”, racconta don Marco Statzu, “ci sono i sacrifici di una vita, storie di attività familiari che durano da generazioni, di stipendi mancati, di debiti e di una sofferenza nuova con cui fare i conti. Da marzo 2020 in poi abbiamo registrato un aumento crescente delle richieste di aiuto ed abbiamo fornito un sostegno materiale indicativamente di cinquemila pacchi al mese. Le domande sono aumentate all’incirca del 30% rispetto alle persone che già prima si rivolgevano a noi perché non riuscivano a sostenere le spese e ci siamo resi conto che tra queste ce ne erano tante che mai avrebbero pensato di doversi rivolgere alla Caritas o quantomeno di doverci raccontare le loro gravi difficoltà. In accordo con il vescovo, monsignor Roberto Carboni, siamo riusciti, in poco più di due mesi di lavoro, a creare questo fondo di solidarietà intitolato a San Giuseppe Lavoratore, destinato proprio alle micro e piccole imprese e ai lavoratori autonomi che operano nel territorio della diocesi”.

Ultimo di quattro fratelli, papà muratore e mamma commerciante, don Marco conosce da vicino le problematiche di chi non può contare su un reddito fisso a fine mese.

“Il contributo era a fondo perduto”, prosegue ancora don Marco Statzu, “ma ognuno dei destinatari si è impegnato a fare qualcosa per gli altri, un gesto bellissimo perché ha allargato il nostro sostegno facendo in modo che essi stessi diventassero, a loro volta, contributori per gli altri. Questo progetto ci ha fatto incontrare volti e realtà dignitose nel loro silenzio: ora puntiamo a rendere stabile quest’azione circolare per il bene comune”.

Del resto il motto di don Marco Statzu, sacerdote che scrive anche poesie, è “Mai ormai” perché “non esiste la parola ormai”. “Bisogna sempre riprendere il proprio percorso”, evidenzia il sacerdote, “in modo particolare con i giovani e per i giovani. Noi cerchiamo di offrire loro la possibilità di ricominciare a studiare e a lavorare, di riprendere a camminare nella convinzione che se si perde il treno non c’è mai una vera perdita perché si può proseguire anche a piedi. Ci sono tanti motivi per camminare anche a piedi”.

E in tanti grazie all’aiuto ricevuto hanno ritrovato il coraggio e la forza per andare avanti. Come Andrea, 40 anni, sposato, con due figli, che vive in un paese della provincia di Oristano. Dalla Caritas diocesana di Ales-Terralba durante la pandemia ha ricevuto aiuti per la sua bottega artigiana.

“Alcuni investimenti fatti prima del lockdown mi avevano messo in ginocchio. Oggi invece”, spiega Andrea, “posso raccontare la mia esperienza, e cerco a mia volta di ‘sdebitarmi’ con chi tra i miei clienti non mi può pagare”.

“Non mi aspettavo un aiuto così importante”, aggiunge Federico, artigiano a Terralba, “l’unico aiuto concreto che ho ricevuto. Se ci si aiuta tra di noi abbiamo già vinto”.

In questo anno la Caritas diocesana ha portato avanti un percorso di formazione nelle Caritas parrocchiali, un progetto che coinvolge la comunità Rom stanziata nella diocesi, e poi alcuni corsi gratuiti di lingue e di disegno e un percorso di sostegno per minori con diagnosi di DSA per accedere gratuitamente ai trattamenti specialistici che sono molto onerosi, oltre che un doposcuola, perché la pandemia ha aggravato la già fragile situazione educativa.

“Tutti gli operatori”, sostiene don Marco, “sono davvero in gamba, e si donano con professionalità e impegno: io da solo non potrei fare nulla”.

“La mia cattedrale è fatta di persone”, conclude il direttore della Caritas di Ales-Terralba, “ovviamente non di mura. Qui le persone sono semplici ma ti danno il cuore, quando vai a visitarle ti sorridono, ti chiedono di benedire le loro greggi, le loro stalle, di pregare con loro perché ci sia un mondo migliore per loro. Gli anziani sono contenti di trovare qualcuno che li valorizzi e che li accolga”.

Don Marco Statzu con la sua iniziativa è diventato uno dei testimonial della recente Giornata nazionale delle offerte per il sostentamento dei sacerdoti, giunta quest’anno alla 33ª edizione e celebrata domenica scorsa nelle 26mila parrocchie italiane.

La Giornata nazionale delle offerte è un’occasione per richiamare l’attenzione sulla missione dei sacerdoti, sulla loro opera e sulle offerte che sono dedicate al loro sostentamento. Si tratta di un’occasione importante per richiamare l’attenzione sulla missione dei sacerdoti e per far comprendere ai fedeli quanto conta il loro contributo.

“Il sacerdote”, dice il responsabile del Servizio Promozione per il sostegno economico alla Chiesa cattolica, Massimo Monzio Compagnoni, “è un riferimento al nostro fianco che per svolgere il proprio compito ha bisogno di sostegno e supporto per vivere una vita decorosa. Le offerte rappresentano il segno concreto dell’appartenenza ad una stessa comunità di fedeli e costituiscono un mezzo per sostenere concretamente tutti i sacerdoti, dal più lontano al nostro. Tanto più in questo anno e mezzo segnato dal Covid, in cui da mesi i preti diocesani continuano a tenere unite le comunità provate dalla pandemia, promuovono progetti anti-crisi per famiglie, anziani e giovani in cerca di occupazione, incoraggiano i più soli e non smettono di servire il numero crescente di nuovi poveri”.

L’importanza di questa unione è sottolineata anche dal nuovo nome attribuito alle offerte che da Insieme ai sacerdoti diventano Uniti nel dono per mettere ancor più in evidenza il principio di reciprocità e condivisione che rende forti le comunità parrocchiali e il valore della comunità stretta intorno al proprio parroco.

“I nostri sacerdoti hanno bisogno della vicinanza e dell’affetto delle comunità”, aggiunge Monzio Compagnoni, “oggi più che mai ci spingono a vivere il Vangelo affrontando le difficoltà con fede e generosità, rispondendo all’emergenza con la dedizione”.

Le offerte raggiungono circa 33.000 sacerdoti al servizio delle 227 diocesi italiane e, tra questi, anche 300 sacerdoti diocesani impegnati in missioni nei paesi del Terzo Mondo e 3.000 sacerdoti, ormai anziani o malati, dopo una vita spesa al servizio degli altri e del Vangelo.

L’importo complessivo delle offerte nel 2020 si è attestato sopra gli 8,7 milioni di euro rispetto ai 7,8 milioni del 2019. È una cifra ancora lontana dal fabbisogno complessivo annuo che, nel 2020, è ammontato a 529,9 milioni di euro lordi, ma testimonia il desiderio di ripartire e di partecipare attivamente alla vita della Chiesa. Il dato 2020 è di oltre 109 mila offerte: un riconoscimento da parte dei fedeli al grande impegno profuso dai sacerdoti nel difficile anno della pandemia.

Mercoledì, 22 settembre 2021

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