Pazienti trasferiti da Ittiri a Ghilarza: coro di proteste e appelli - LinkOristano
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Pazienti trasferiti da Ittiri a Ghilarza: coro di proteste e appelli

Mobilitazione a fianco delle famiglie dei ricoverati

Ittiri - ospedale
L'ospedale di Ittiri

Ghilarza

Mobilitazione a fianco delle famiglie dei ricoverati

La protesta delle famiglie dei ricoverati dell’ospedale di Ittiri ottiene la solidarietà del consigliere regionale del Pd Gianfranco Ganau che in un comunicato parla di “ indecente trasferimento coatto dei malati”.

“Quanto accade in questi giorni a Ittiri – denuncia Ganau – con la chiusura del reparto di lungodegenza dell’ospedale G. Alivesi è inaccettabile. Il reparto ospita 15 pazienti, molti in condizioni critiche o terminali per alcuni dei quali è stato già attuato il trasferimento a Ghilarza, a 100km di distanza, rendendo ancora più difficile la loro condizione e l’assistenza da parte dei loro familiari. “

“Quel che appare ancora più incredibile – prosegue Ganau – è che della chiusura non sia stata data comunicazione neanche al Sindaco che come noto è la massima autorità in campo sanitario né siano stati avvisati per tempo i familiari dei pazienti. Un modo di procedere incivile che tra l’altro priva di una importante valvola di sfogo i reparti di medicina di Sassari ed Alghero, sovraccarichi di pazienti.” Da qui la domanda : “E’ possibile affrontare l’emergenza senza penalizzare chi è più fragile? Dove sono i rinforzi del personale sanitario che erano previsti per far fronte alle necessità ? “

“Vogliamo sperare – conclude Ganau – che si trovino immediatamente soluzioni differenti per rispondere a esigenze che, a quasi due anni dall’inizio della pandemia, devono essere programmate e gestite senza pregiudicare il diritto alla salute che deve valere egualmente per tutti i cittadini sardi” .

Non si è fatto attendere anche l’intervento di Alessandro Solinas, consigliere regionale dei 5 stelle. “Quello che sta succedendo a Ghilarza è vergognoso e sconsiderato, non si può sottoporre i pazienti e le loro famiglie ad un simile trattamento”, denuncia Solinas che afferma : “È evidente che il covid non ha insegnato nulla a chi nel nostro sistema sanitario ha il dovere di pianificare, invece si continua navigare a vista a spese dei pazienti. Tutto ciò risulta ancora più incomprensibile dove non si riesce a scorgere l’utilità immediata di un reparto covid ad Alghero se non l’impellente necessità di annacquare i dati statistici su cui si stabiliscono i colori delle regioni”.

Sulla vicenda interviene anche La Rete Sarda per la Difesa della Sanità Pubblica, attraverso la portavoce Claudia Zuncheddu che definisce la decisione dell’ATS “un arbitrio e un abuso di cui l’ATS o chi per loro, deve rendere conto pubblicamente non solo ai malati e alle famiglie, ma a tutte le autorità dei territori interessati.”

Nel manifestare la solidarietà ai degenti, alle famiglie, al personale sanitario coinvolto in questa “deportazione” e alle autorità locali, Zuncheddu conclude : “Non vorremmo che quest’azione decretasse la chiusura definitiva dell’ospedale di Ittiri da anni sotto minaccia”.

Da segnalare, infine, la presa di posizione del  sindacato FSI USAE:  “Una chiusura – spiega la segretaria territoriale Mariangela Campus – avvenuta senza preavviso e che, oltre l’organizzazione sindacale, ha colto di sorpresa il personale stesso e l’Amministrazione Comunale. I pazienti sono stati trasferiti nelle strutture di Bosa e Ghilarza con gravi disagi per loro e per i familiari. A nulla sono serviti gli sforzi fatti da medici, infermieri ed OSS che, in questo periodo, hanno rinunciato ai riposi e fatto slittare le ferie pur di assicurare l’operatività della Lungodegenza. Il reparto – prosegue Mariangela Campus –  serviva come valvola di sfogo necessaria per alleggerire i reparti di area medica dell’AOU di Sassari che versano in condizioni disperate per l’ incremento delle barelle”.

Proprio per questi motivi, questa mattina, la Federazione dei Sindacati Indipendenti FSI USAE, ha trasmesso via PEC una nota, indirizzata all’Assessore alla Sanità Nieddu, al Direttore Generale alla Sanità Tidore, al Commissario Straordinario dell’ARES Temussi e al Direttore ASL1 Sensi, chiedendo di rivalutare tale scelta.

Come si legge nella nota “non si sopperisce alla carenza di personale chiudendo reparti per recuperare una manciata di risorse da spostare altrove.”

La segretaria Campus chiede poi “dove sono finite tutte le assunzioni promesse durante le precedenti tre ondate? Una tale disorganizzazione era accettabile e comprensibile durante la prima ondata ma alla quarta è inconcepibile”.

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