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Pronto soccorso di Oristano ancora a rischio, ma niente più medici in affitto

Grave anche la situazione nel reparto Psichiatria del San Martino

Oristano ospedale San Martino

Pronto soccorso di Oristano ancora a rischio, ma niente più medici in affitto
Grave anche la situazione nel reparto psichiatria del San Martino

Sempre a rischio di chiusura, il Pronto soccorso del San Martino continua a funzionare grazie e solamente alla generosità del personale, che sopporta carichi di lavoro e responsabilità non dovuti. Ridotto a causa delle assenze per le ferie obbligatorie di due colleghi, l’organico del servizio può garantire la presenza di un solo medico, costretto a  dividersi fra gli ambulatori dei diversi codici di gravità, con i disagi per i pazienti e il rischio clinico che questa situazione comporta.

A supporto dei medici del Pronto soccorso operano temporaneamente un medico prestato dal reparto Medicina, un medico neolaureato e un collega che arriva saltuariamente in prestazioni aggiuntive dal Santissima Trinità di Cagliari. Si tratta però di misure d’emergenza e transitorie, che non contribuiscono certo ad assicurare la stabilità e la sicurezza su cui il servizio e i suoi pazienti devono poter contare.

La situazione del servizio permane quindi delicata né alcuna decisione è stata finora assunta dall’ATS, nonostante i ripetuti impegni a reperire il personale necessario assunti dal commissario Massimo Temussi che, anche dieci giorni fa, dopo il sopralluogo compiuto al San Martino insieme al prefetto Fabrizio Stelo,  aveva annunciato il ricorso, ma solo temporaneo, ai medici della società  privata che già gestisce il punto di primo intervento di Ghilarza.

Una soluzione che sembrerebbe già accantonata a favore di un’altra “soluzione tampone” ancora da mettere a punto, d’intesa con l’assessore alla sanità Mario Nieddu, che Temussi ha incontrato mercoledì scorso, subito dopo il confronto con i dirigenti sindacali di categoria.

Reparto Psichiatria. Si naviga a vista anche al reparto Psichiatria del San Martino, dove sono rimasti in servizio solamente 5 medici. Inevitabile il ricorso alle prestazioni aggiuntive (straordinario) del personale. Delle due psichiatre arrivate a rinforzo, una, specialista ambulatoriale, ha interrotto la sua collaborazione perché non più autorizzata dall’Ats, e l’altra, in forza all’Assl di Lanusei, dal prossimo mese non sarà in gradi di confermare il suo impegno, troppo oneroso se si considera il  viaggio dall’Ogliastra.

Non è rimasto quindi che ricorrere a due psichiatri del CSM di Oristano, servizio a sua volta in notevole carenza di organico. Da segnalare che la dottoressa che sarebbe dovuta andare in pensione nei prossimi mesi ha posticipato l’uscita a ottobre, per non creare ulteriori problemi nei mesi estivi, che, come è consuetudine, vedono salire i ricoveri della psichiatria.

Lunedì, 14 giugno 2021

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