Vaccinazioni più lente senza i medici di famiglia: "Troppi ostacoli" - LinkOristano

Vaccinazioni più lente senza i medici di famiglia: “Troppi ostacoli”

Lettera aperta della FIMMG di Oristano ad Ats e Assl 5: l'accordo firmato a marzo è rimasto sulla carta

vaccino sardegna

Vaccinazioni più lente senza i medici di famiglia: “Troppi ostacoli”
Lettera aperta della FIMMG di Oristano ad Ats e Assl 5: l’accordo firmato a marzo è rimasto sulla carta

Ma i vertici della Sanità in Sardegna hanno capito che la rapidità nelle vaccinazioni è fondamentale per arrestare la diffusione del virus? Lo chiede la sezione di Oristano della FIMMG (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) in una lettera indirizzata al commissario e al direttore sanitario dell’ATS, al direttore dell’ASSL 5, all’assessore regionale alla Sanità e – per conoscenza – al sindaco di Oristano. Ecco il testo della lettera.

—-

La gestione della pandemia in Sardegna avrebbe meritato maggiore organizzazione nella gestione delle dosi, dei centri vaccinali, del personale disponibile, e soprattutto nella partecipazione dei medici di famiglia.

Con i medici di famiglia è stato siglato un accordo regionale deliberato il 24 marzo 2021 (fra gli ultimi in Italia) per la partecipazione alla vaccinazione nei centri vaccinali, nel proprio studio e a domicilio dei pazienti non deambulanti. A oggi, i medici di famiglia:

  1. non hanno potuto fare la richiesta di assegnazione di dosi del vaccino Moderna di cui si accordava la consegna;
  2. non hanno potuto somministrare dosi di vaccino, prima per carenza di dosi, poi per la modifica della procedura di richiesta che prevede ora la firma digitale su una piattaforma che, a differenza della piattaforma regionale Medir che “conosce” tutti i medici convenzionati, richiede farraginose procedure di accreditamento e di identificazione;
  3. non possono vaccinare nel proprio studio se lo stesso non ha precise caratteristiche, definite da una recente circolare dell’ATS;
  4. non possono accedere ai centri vaccinali se non definiti come volontari (cosa che appare offensiva per una categoria che “vanta” il maggior numero di caduti a causa della pandemia); hub vaccinali che spesso funzionano al 50% circa della capacità operativa: non c’è personale per la registrazione. Cosa impedisce che personale volontario faccia una breve formazione? Le postazioni non occupate non potrebbero essere assegnate ai medici di famiglia che ne facessero richiesta, per immunizzare i propri pazienti? Viene ventilato dall’ATS un danno erariale se i medici di famiglia che operassero negli hub utilizzassero personale non proprio, ma è danno erariale utilizzare personale volontario oppure lasciare delle postazioni inattive? Ma poi, perché non aprire centri vaccinali periferici (ad esempio a Bosa, Ghilarza, Terralba, Ales) per realizzare una vaccinazione di prossimità in tutti i distretti sanitari?

    Alessandro Usai

  5. non possono vaccinare i propri pazienti allettati in quanto per i motivi sopra riportati non hanno accesso ai vaccini, e quando forse ne avranno, non potranno disporre di più di una fiala per volta (non sono concesse scorte neanche di minima entità), con il disagio che comporta ai cittadini rimanere senza il proprio medico.

La Fimmg provinciale di Oristano, preoccupata per la curva dei contagi che non tende a diminuire, ritiene che non si sia fino in fondo capito dall’ATS e dall’organizzazione regionale che la rapidità delle immunizzazioni è fondamentale in questa guerra alla pandemia ed è pertanto necessario il coinvolgimento di tutti i sanitari disponibili, sia dipendenti che convenzionati e volontari.

I medici di famiglia vogliono rendersi utili e non è ammissibile che in una situazione di emergenza sanitaria come quella presente ne sia di fatto impedita la partecipazione.

Alessandro Usai
segretario provinciale FIMMG – Oristano

Domenica, 25 aprile 2021

commenta