"In Sardegna dalle zone rosse? Solinas, impara dalla Valle d'Aosta" - LinkOristano
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“In Sardegna dalle zone rosse? Solinas, impara dalla Valle d’Aosta”

La minaccia delle seconde case: attacchi in Consiglio regionale e petizioni online

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“In Sardegna dalle zone rosse? Solinas, impara dalla Valle d’Aosta”
La minaccia delle seconde case: attacchi in Consiglio regionale e petizioni online

Perché il presidente della Regione Christian Solinas non segue l’esempio del suo collega della Valle d’Aosta, che con un’ordinanza ha bloccato gli arrivi verso le seconde case? Se lo chiedono i gruppi di minoranza in Consiglio regionale: Progressisti e Movimento 5 Stelle vogliono misure più rigorose per evitare il rischio di nuovi contagi, visto che finora le maglie della rete dei controlli nei porti e negli aeroporti sono state troppo larghe.

“Il primo dovere del presidente della Regione è quello di difendere la salute dei sardi e la zona bianca conquistata grazie all’impegno delle cittadine e dei cittadini delle nostre comunità”, scrivono i Progressisti in una nota firmata da Francesco Agus, Laura Caddeo, Diego Loi, Maria Laura Orrù, Antonio Piu, Gianfranco Satta e Massimo Zedda. “Ha la possibilità di farlo con azioni concrete, al di là degli slogan sul modello Sardegna buoni solo per gli annunci”.

“Firmi l’ordinanza che impedisce gli spostamenti verso l’isola per motivi che non siano legati a quelli previsti dai decreti legge del Governo, cioè le comprovate esigenze lavorative, quelle di necessità e i motivi di salute”, chiedono i consiglieri a Solinas. “Faccia valere l’autonomia che la Sardegna ha grazie al suo Statuto speciale, come hanno fatto la Valle d’Aosta e l’Alto Adige, con documenti che non sono in contraddizione con le direttive nazionali”.

“Il presidente non può permettere, in questa fase in cui la campagna vaccinale in Sardegna è lentissima e i tanto ventilati controlli nei porti e negli aeroporti – con numeri bassissimi di arrivi – stanno già dimostrando tutte le falle organizzative, che si ripeta nell’isola quanto già accaduto l’estate scorsa”, sottolinea la nota dei Progressisti.

Considerando che l’onda degli arrivi si vedrà nelle prossime settimane, sarà necessario dialogare con le compagnie aeree e navali per ottenere “una stima almeno approssimativa degli arrivi che potrebbero verificarsi da ora a Pasqua, per organizzare in modo funzionale i controlli nei porti e negli aeroporti”, suggeriscono i Progressisti. “Preoccupano infatti le dichiarazioni del commissario dell’Ats sull’impossibilità di effettuare le verifiche previste e il conseguente tracciamento su un numero di passeggeri in arrivo più elevato rispetto a quello di questi giorni”.

Anche i consiglieri regionali del M5S (Michele Ciusa, Roberto Li Gioi, Desirè Manca e Alessandro Solinas) si chiedono come mai i partiti che sostengono la Giunta ieri abbiano rifiutato di firmare “un ordine del giorno unitario per ridurre il rischio di aumento dei contagi legato a questi nuovi arrivi in Sardegna”.

In una nota, il gruppo M5S chiede: “Quali interessi guidano le scelte politiche della maggioranza? Perché non si vuole tutelare la salute dei sardi anche con i fatti e non soltanto a parole? Perché impedire l’arrivo nelle seconde case in questo delicatissimo momento risulta così scomodo al presidente Solinas?”. Non è chiaro se la Giunta conti sull’aiuto del Governo per intensificare i controlli negli scali, magari al momento dell’imbarco, ma il risultato è che la Sardegna oggi non ha “un’ordinanza per impedire l’arrivo dei proprietari di seconde case, come ha fatto la Valle d’Aosta”.

“Come abbiamo avuto modo di verificare, il sistema dei controlli nei porti, ad esempio ad Olbia, è già saltato”, scrivono i 5 Stelle. “Consentire ai residenti nelle zone rosse di trascorrere la Pasqua in zona bianca è un azzardo che non possiamo permetterci. La Regione Sardegna non ha la capacità di processare 10 mila test al giorno, né di controllare che altrettanti passeggeri rispettino l’obbligo di fare i test entro 48 ore dall’arrivo nell’isola. Pensiamo a un turista con destinazione finale in un piccolo centro della costa o dell’interno, dove andrà a effettuare il test per comunicare la sua negatività all’Ats?”.

“Quindi, o si ha la certezza assoluta di controllare tutti gli ingressi, anche in tutti i porti turistici della Sardegna”, concludono i consiglieri del M5S, “oppure è necessario bloccare gli arrivi in questa fase delicatissima, per salvaguardare il diritto alla salute dei sardi e la stagione turistica alle porte, unica ancora di salvezza per la nostra economia ridotta allo stremo”.

Oltre che in Consiglio regionale, gli appelli a Solinas si moltiplicano anche in rete: la petizione “Tuteliamo la salute dei Sardi” su change.org corre verso le 30mila adesioni. I promotori scrivono: “La possibilità che dalle zone rosse italiane si possa venire in Sardegna (attualmente zona bianca) rappresenta un paradosso e un rischio per la salute di tutti i Sardi. L’esperienza dell’estate scorsa dovrebbe aver insegnato qualcosa, ma pare non sia così”.

“La Valle d’Aosta ha emesso un’ordinanza restrittiva, consentita dallo stesso decreto di Draghi, con cui si bloccano gli arrivi verso le seconde case non motivati e giustificati. Il presidente Solinas abbandoni la subalternità alla Lega e, nell’interesse dei Sardi, emetta subito un’ordinanza che blocchi gli arrivi di non residenti senza giustificato motivo o necessità e autorizzi solo i ricongiungimenti parentali”.

Mercoledì 17 marzo 2021

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