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Gli ambientalisti provano a fermare i depositi di metano nel porto

Istanza alla Regione sul piano della Ivi petrolifera e perplessità sui progetti in territorio di Santa Giusta

Gli ambientalisti provano a fermare i depositi di metano nel porto
Istanza alla Regione sul piano della Ivi petrolifera e perplessità sui progetti in territorio di Santa Giusta

La dislocazione dei tre depositi di gas nell’area portuale – Foto Gruppo di intervento giuridico

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato un atto di intervento nel procedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto della IVI Petrolifera, per la realizzazione di un deposito costiero di gnl, il metano liquido, da 9.000 metri cubi, deposito che dovrebbe sorgere nell’area del porto industriale di Oristano – Santa Giusta.

Stefano Deliperi, del Gruppo di intervento giuridico, ricorda come il progetto vada a sommarsi a quelli simili proposti dalle società Edison e Higas, sempre nell’area portuale, rispettivamente per una volumetria di 10.000 metri cubi e di 9.000 metri cubi. Col progetto IVI Petrolifera – ulteriori 9.000 metri cubi – si raggiungerebbe la volumetria complessiva di gnl stoccabile pari a 28.000 metri cubi, evidenzia Deliperi, sottolineando che “tale dato imporrebbe una valutazione complessiva degli impatti ambientali nell’ambito di un procedimento di impatto ambientale (V.I.A.)”.

“Tali progetti appaiono in collegamento con i due progetti di gasdotto (dorsale di trasporto del gas naturale e delle relative derivazioni) presentati da Società Gasdotti Italia s.p.a. e Snam Rete Gas s.p.a. in Sardegna e attualmente sottoposti a procedimento di V.I.A”, sostiene ancora Stefano Deliperi, ricordando come l’area dei progetti interessi “la fascia costiera dei 300 metri dalla battigia marina, tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), lo Stagno di Santa Giusta, sito di importanza comunitaria (S.I.C. ITB030037) ai sensi della direttiva Habitat, nonchè zone umide minori (stagni temporanei) e piccoli corsi d’acqua”.

“Inoltre, lo stagno di Santa Giusta e la località di Sassu sono fondamentale risorsa di pesca per la popolazione locale, come ampiamente noto”.

“Si deve ricordare”, si legge in una nota diffusa dal Gruppo di intervento giuridico, “che gli impianti in progetto prevedono, oltre ai serbatoi di stoccaggio, la costruzione di torce di emergenza (quella prevista da HIGAS sarà alta 35 metri, quella prevista dalla IVI Petrolifera sarà alta 10 metri) con funzionamento in continuo della fiamma pilota (emissione di NOx, CO) e possibili piogge acide in caso di emergenza contemporanea dei tre impianti, con le intuibili ricadute sui centri abitati e sullo stagno di Santa Giusta”.

“La presenza di ben tre impianti di stoccaggio gnl implicherebbe necessariamente un notevole incremento del traffico di mezzi pesanti, con tutte le ovvie conseguenze su una viabilità secondaria (strade provinciali n. 49 e n. 97) già oggi utilizzata per l’accesso al porto industriale, alle spiagge e al contesto agricolo di Arborea”.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha chiesto quindi al Servizio valutazioni ambientali (S.V.A.) della Regione autonoma della Sardegna che venga dichiarato l’obbligo di sottoposizione al procedimento di V.I.A.

Lunedì, 11 dicembre 2017

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